Allarme rosso nella sanità brindisina. Facecchia (Uil Fp): 118 e portinerie al collasso

‘Se non si interviene ora, chiuderanno le postazioni. Nessuno potrà fare lo scaricabarile.”

Brindisi – Il sistema dell’emergenza-urgenza brindisina ha superato il livello di guardia. Quello che fino a ieri era un allarme, oggi è la drammatica realtà: il servizio 118 è al collasso. Prima la carenza di medici, poi la fuga degli infermieri, e adesso la drammatica mancanza dei soccorritori. Di questo passo, denunciano i sindacati, tra qualche giorno mancheranno persino le ambulanze.

Mentre ai vertici si continua a “discutere” del problema, sul territorio si consuma un dramma quotidiano. Da giorni diverse postazioni risultano formalmente operative pur essendo sprovviste della figura fondamentale del soccorritore, essenziale in ogni tipologia di intervento, dal meno grave al codice rosso. Per mascherare queste falle ed evitare l’interruzione di pubblico servizio, si costringe il personale in forza a sopportare turni massacranti di 12 o addirittura 14 ore.

Le Richieste Inascoltate: Assunzioni a “Costo Zero” Bloccate

La UIL FP denuncia una situazione paradossale. Da mesi il sindacato chiede in ogni sede di autorizzare le assunzioni necessarie a sostituire il personale assente per lunghi periodi. Si tratta di interventi a COSTO ZERO, poiché la copertura finanziaria è già ampiamente riconosciuta dall’ASL. Ciononostante, tutto tace.

L’Emergenza Mezzi e il Mistero dei Fondi al dramma del personale si aggiunge quello dei mezzi.

La Sanitaservice di Brindisi non dispone da tempo di un numero congruo di “ambulanze muletto” per garantire le sostituzioni. Nei mesi scorsi, la Direzione di Sanitaservice aveva persino trovato una soluzione operativa al problema, ma l’iter è stato inspiegabilmente bloccato. Il dubbio sorge spontaneo: tutto questo è forse causato dal tanto discusso “buco” di bilancio del Servizio Sanitario Regionale?

Lo Scandalo delle Portinerie: probabili Costi Triplicati

La paralisi gestionale non risparmia i servizi ausiliari. Nelle portinerie aziendali il personale che va in pensione o si assenta per sacrosanti diritti (gravidanza, permessi lunghi per Legge 104 e aspettativa) non viene sostituito. La soluzione adottata? Invece di assumere personale dedicato, per sopperire all’assenza di questo personale si integrá il servizio affidandolo, alla vigilanza armata. Il risultato è un costo triplicato per le casse pubbliche. Un paradosso inaccettabile: da un lato si bloccano le assunzioni a costo zero, dall’altro si sperperano fondi pubblici aumentando il deficit di bilancio.

Il Punto di Non Ritorno

La UIL FP lancia oggi un ultimatum chiaro e inequivocabile: la direzione intrapresa porterà, nel giro di qualche giorno o mese, alla disattivazione di numerose postazioni 118 del territorio, per mancanza di personale o di mezzi. Parallelamente, le portinerie rischieranno di rimanere sguarnite o di essere totalmente appaltate a costi esorbitanti.

Se non si interviene immediatamente, arriveremo a un punto di non ritorno, le cui uniche vittime saranno i cittadini brindisini e il loro diritto alla salute.

Adesso sono tutti avvisati e nessuno, ai vertici aziendali e regionali, potrà più fare il consueto gioco dello scaricabarile.

Segretario Generale

UIL FP BRINDISI

Gianluca Facecchia

Condividi questo articolo:
Share on facebook
Share on twitter
Share on telegram
Share on whatsapp

what you need to know

in your inbox every morning