Nota che segue le azioni già intraprese contro l’abbandono dei rifiuti e l’uso delle Terre di Puglia come pattumiera, fino ai casi – come questo – di vere e proprie discariche.
ALPAA – come noto – tutela i piccoli produttori e il settore primario, e per statuto “favorisce lo sviluppo e la valorizzazione delle risorse naturali e umane per un migliore assetto socio – economico delle aree rurali, e la salvaguardia del territorio e dell’ambiente“.
E’ da questa “mission” che parte il nostro intervento: quando la Terra viene messa a rischio, quando le matrici ambientali vengono esposte a pressioni che possono compromettere la qualità ed il lavoro dei nostri contadini, ALPAA ha il dovere di agire.
La recente sentenza del TAR che autorizza l’ampliamento della discarica Formica Ambiente riapre una ferita profonda per le comunità rurali del territorio. I contadini segnalano paura, preoccupazione e incertezza, e la sensazione di essere esposti a decisioni calate dall’alto e che ricadono direttamente sulla loro terra e sul loro lavoro.
I monitoraggi degli anni scorsi hanno accertato un elevato stato di contaminazione delle acque di falda. Per questo, nel 2017 il Comune di Brindisi, con provvedimenti straordinari a tutela della salute pubblica – impose il divieto di irrigazione con acque di falda, il divieto di pascolo e utilizzo di foraggi destinati alla zootecnia, e il divieto di impiego delle acque di falda per usi civili e sanitari (eccetto scarichi wc).
Ad oggi non risultano comunicazioni sulle verifiche della ASL né sulla revoca delle ordinanze. Se il monitoraggio non è stato espletato, la situazione è ancor più grave e richiede un immediato chiarimento istituzionale.
Nell’area della discarica vivono numerosi nuclei familiari che vivono principalmente di agricoltura e allevamento, piccoli produttori e allevatori che dipendono direttamente dalla qualità delle matrici ambientali. A poche centinaia di metri scorre il Canale Reale, che sfocia nella Riserva Naturale Statale di Torre Guaceto, gravata da anni a causa della presenza, in quell’area, di milioni di tonnellate di rifiuti tombati in discariche poco sicure. In quella zona insistono terreni agricoli di pregio, con coltivazioni di qualità, biodiversità straordinaria e pratiche che rappresentano un modello virtuoso di agricoltura sostenibili.
Ogni ulteriore ampliamento significa aggravare una pressione ambientale già insostenibile.
È paradossale che, mentre l’Europa definisce il Piano Nazionale di Ripristino (PNR) in attuazione della Nature Restoration Law, qui si proceda in direzione opposta. Il PNR, infatti, punta a ripristinare la biodiversità agricola e forestale e a recuperare fino al 90% degli ecosistemi compromessi. Un obiettivo chiaro, che stride con l’autorizzazione ad ampliare una discarica in un’area già fragile.
Pertanto, invitiamo tutte le istituzioni preposte a fare battaglia, a difendere la terra e chi la lavora, a pretendere verità sui monitoraggi e sicurezza sulle matrici ambientali. In un momento di crisi climatica, agricola e sociale come quello che stiamo vivendo, difendere la TERRA non è solo un dovere: è una responsabilità politica immediata.
E ALPAA Puglia non arretra.
E chi non vuole questa battaglia se ne faccia una ragione, e lo affermeremo con chiarezza in ogni sede, anche pubblica.
Il Presidente ALPAA Puglia
Antonio Macchia