Prima di andare in gara, qualsiasi opera deve essere: progettata, verificata, validata e, teoricamente, cantierabile. Quindi, almeno sulla carta, dovremmo essere tutti tranquilli. E invece troppo spesso accade il contrario: è l’impresa con i suoi tecnici, dopo l’aggiudicazione e spesso a cantiere già avviato, a scoprire errori, carenze progettuali o criticità che avrebbero dovuto essere individuati e definiti prima. Se tutti questi controlli sono stati effettuati, perché certi problemi emergono soltanto quando arriva l’impresa che deve realizzare l’opera?.
A dichiararlo è Angelo Contessa, Presidente di ANCE Brindisi.
Se durante i lavori bisogna ricorrere frequentemente a varianti in corso d’opera o peggio a perizie ai sensi dell’art. 120, comma 15-bis, per errori progettuali, dobbiamo chiederci se il sistema stia funzionando davvero. Si è creata una catena di ruoli e corresponsabilità che coinvolge numerosi attori (stazione appaltante, RUP, progettisti, verificatori, validatore, direzione lavori, collaudatori). Tutti hanno un ruolo e precise responsabilità, ma quando nasce un problema troppo spesso scatta una difesa a riccio e il bersaglio più facile diventa l’impresa.
Questo non è più accettabile. L’impresa non può essere l’anello debole sul quale scaricare ritardi, inefficienze ed errori progettuali. È l’impresa che mette uomini, mezzi, competenze e capitali per trasformare un progetto in un’opera concreta: è il vero braccio operativo dello Stato nella realizzazione delle opere pubbliche.
Per questo ANCE Brindisi in linea con gli sforzi che sta compiendo l’ANCE a livello nazionale, sta pensando di istituire uno sportello dedicato alle imprese associate che subiscono vessazioni, per raccogliere anomalie e criticità negli appalti pubblici, analizzare i casi e, quando necessario, intervenire nelle sedi competenti a loro tutela.
Non cerchiamo contrapposizioni, ma un sistema più efficiente e responsabile: progetti realmente cantierabili e responsabilità chiare. Perché quando il sistema non funziona, a pagarne il prezzo sono le imprese, ma anche i cittadini e le attività economiche che non possono usufruire, nei tempi previsti, di opere e infrastrutture essenziali per il territorio.