La Regione predica la razionalizzazione della spesa sanitaria per coprire il deficit, ma continua a foraggiare un appalto da oltre 900.000 euro al mese in regime di proroga tecnica senza valutare i risparmi dell’internalizzazione.
Il paradosso pugliese si consuma sulla pelle dei lavoratori e sulle tasche dei cittadini. Mentre la politica regionale chiede sacrifici per far fronte a un disavanzo sanitario che ha toccato i 90 milioni di euro nel solo primo trimestre dell’anno, 349 milioni nel 2025, a Brindisi si continua a sperperare denaro pubblico nell’immobilismo più totale.
La UGL Salute Brindisi denuncia con forza lo stallo inaccettabile sul processo di internalizzazione del servizio di pulizia e sanificazione della ASL. Parliamo di un servizio esternalizzato che costa alla collettività oltre 900.000 euro al mese (sfiorando gli 11 milioni all’anno).
”È intollerabile che la Regione parli di tagli e razionalizzazione, e poi tenga bloccato nei cassetti il business plan di Sanitaservice. Si continua a ricorrere ad appalti milionari senza voler valutare, nei fatti, il reale impatto di spesa e l’enorme risparmio che deriverebbe dalla gestione diretta del servizio” afferma Alessandro Galizia, Segretario Provinciale UGL Salute.
Questo ritardo ingiustificato mantiene la ASL di Brindisi come un’anomalia isolata in Puglia, condannando centinaia di lavoratori all’incertezza e a contratti esclusivamente part-time. Le scadenze prefissate in Commissione Consiliare sono state ignorate, confermando una preoccupante mancanza di volontà politica nel chiudere la vertenza.
”Questo richiamo rappresenta l’ultimo avvertimento istituzionale. Se la Regione non sbloccherà l’iter per la valutazione dei costi e non convocherà le parti, la UGL Salute sarà costretta a procedere senza ulteriori indugi alla proclamazione dello stato di agitazione e all’apertura della procedura di raffreddamento in Prefettura. È ingiusto negare ai lavoratori il diritto ad avere un futuro occupazionale certo e ai cittadini il diritto a una spesa pubblica efficiente e trasparente,” conclude.