AUMENTI TARI – LA PUGLIA IN PIU’: DAI RIFIUTI ENERGIA PULITA PER ILLUMINARE LE CITTA’, COME IN EUROPA



“L’elevato costo della Tari in Puglia che ogni anno grava sui bilanci delle famiglie è una questione di mancanza di coraggio e scarsa visione nella definizione delle politiche pubbliche. Crediamo sia arrivato il tempo di aprire una riflessione sulla resa di una differenziata costosissima e su come invece si possa produrre energia pulita dal rifiuto trattandolo in loco”. È il commento del Movimento La Puglia in Più ai dati diffusi in questi giorni nel report Cittadinanza attiva 2022, secondo cui la TARI della Regione Puglia è la seconda più cara d’Italia. “Se la TARi in Puglia è una delle più alte d’Italia, è chiaro che ci sia un problema di gestione del servizio e, da questo punto di vista, non abbiamo registrato nessun elemento di vera novità nelle strategie regionali perché, come spesso accade, un’amministrazione si compiace quando taglia un traguardo sulla percentuale di raccolta differenziata ma poi è sempre timida quando occorre ragionare su soluzioni veramente sostenibili e innovative che possono essere la chiave per chiudere davvero il ciclo dei rifiuti e ottenere benefici quali la riduzione dei costi e l’indipendenza energetica”.  

“Abbiamo un dato certo: la raccolta differenziata porta a porta ha fatto lievitare i costi di raccolta del rifiuto di circa il 40% ma, di contro, non esiste ancora una offerta diffusa di prodotti di uso quotidiano basata sul riutilizzo dei materiali che ne giustifichi gli sforzi. Inoltre, quanto più si fraziona un rifiuto, tanto più aumentano i costi e quanto più si porta lontano, tanto più salgono le spese con un conseguente impatto ambientale che spesso viene trascurato. Si pensi ai fumi dei tir, all’usura dei pneumatici etc etc.”

“Per tale ragione – concludono da La Puglia in Più – occorre immaginare una strategia di riorganizzazione del servizio regionale, che metta nella disponibilità dei Pugliesi nuovi impianti, con un coordinamento di tutti i sindaci per le disponibilità territoriali, affiancando ai pubblici quelli privati, e che faccia una scommessa coraggiosa sulla realizzazione dei termovalorizzatori per evitare il poco conveniente, anche dal punto di vista ambientale, andirivieni dei rifiuti. I rifiuti si possono trattare in loco e si possono trasformare in energia pulita che alimenta per esempio l’illuminazione pubblica nelle città, come succede in molte realtà europee, abbassando i costi del servizio e raggiungendo una indipendenza energetica di cui si inizia a avvertire il bisogno soprattutto in questo frangente storico”.

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