A Brindisi, dove ogni giorno i cittadini fanno i conti con bollette, scadenze e un carico burocratico sempre più pesante, c’è chi prova semplicemente a rimettersi in regola. A pagare ciò che deve. A chiudere una volta per tutte una posizione debitoria che si trascina da anni.
Anche quando la volontà c’è, l’Amministrazione sembra rendere tutto più difficile . Infatti accade che chi chiede di unificare i propri debiti TARI – per pagarli in modo ordinato, con un’unica scadenza, senza dover inseguire piani diversi – si sente rispondere che ciò non è possibile. Non per una ragione giuridica, non per un divieto normativo, ma per un motivo che suona quasi surreale: “i sistemi informatici (gestionali) non sono interconnessi”. Il comportamento degli Uffici appare ancor più incomprensibile alla luce della recente attivazione, da parte del Comune, della “Rottamazione-quinquies”, misura che mira proprio a favorire la regolarizzazione dei debiti tramite condizioni agevolate.
Non lo possono fare perché i sistemi non parlano fra loro!! Nel frattempo, però, i cittadini devono parlare con tutti: con il concessionario, con l’ufficio tributi, con gli sportelli, con le scadenze che si moltiplicano. E devono farlo da soli.
È una scelta incomprensibile, perché chi vuole mettersi in regola dovrebbe essere aiutato, non ostacolato. La legge è chiara: difficoltà tecniche o gestionali non possono comprimere i diritti dei cittadini e un’Amministrazione moderna risolve i problemi interni, non li riversa sui cittadini. Esemplificando: se un contribuente ha quattro cartelle TARI invece di vedersi sommate le singole poste debitorie in maniera da avere un ammortamento unico e più lungo (perché più è alta la debitoria maggiore è il numero di rate concesse) dovrà fare quattro singoli piani con un numero di rate inferiori e avrà 4 versamenti da effettuare con relative commissioni.
La realtà è che, nonostante i tentativi fatti dai cittadini in via bonaria, nonostante le richieste formulate con chiarezza e disponibilità, si continua a opporsi all’unificazione delle posizioni debitorie TARI. Una posizione che non tutela nessuno: non il contribuente, che si trova schiacciato da un percorso più complicato del necessario, e nemmeno l’Ente, che rischia di vedere meno entrate nelle proprie casse.
Eppure è stato chiesto dialogo, buon senso, una soluzione semplice e sostenibile. Ma ogni richiesta è rimasta sospesa nel vuoto nonostante un percorso di pagamento unico, chiaro e sostenibile non è un favore: è un diritto!
In una città che parla spesso di modernizzazione, digitalizzazione e vicinanza ai cittadini, questa vicenda ricorda che la vera efficienza non si misura con gli slogan, ma con la capacità di non trasformare i problemi interni in ostacoli per chi cerca solo di fare la cosa giusta.
avv. Carmela Lomartire