AVV. SALERNO: L’ODISSEA DELLE AUTOSTRADE ITALIANE

Ecco la nota dell’avv. Maurizio Salerno:

Pedaggio Killer. Odissea Autostrade SpA.
Avventurarsi sulle Autostrade italiane al giorno d’oggi è da temerario, chi, come me, lo ha fatto (per esigenze professionali) ieri 28 giugno 2021 è una delle tante vittime sacrificali.
Parto intorno alle 13 da Forlì ed imbocco la A/14 direzione Bari.
Dopo un centinaio di Km il servizio di pubblica utilità Isoradio informa che sul tratto San Benedetto del Tronto- Grottamare vi sono code per circa 7 Km causa incidente (tre camion sono stati avvolti dalle fiamme).
Chiedo soccorso telefonico ad una persona amica – se provi a telefonare a qualsiasi numero pubblico, che specie in quei momenti dovrebbe essere attivo, o è fuori linea o non ha tempo di fornirti indicazioni perché…..c’è un’emergenza in atto (si proprio così, sic!) – che “miracolosamente” riesce a farmi “deviare” con uscita e rientro in Autostrada fuori dal, presunto, punto critico.
Pensi di averla scampata ma….ma….non hai tenuto conto dei chilometri e chilometri di rallentamenti, code e stop dovuti ai cantieri su quasi tutta l’Adriatica.
Impotente, ed in colpa per ritenerti fortunato a non essere tra i “dannati” dell’altra sponda, procedi a passo di lumaca mentre assisti a scene da Apocalisse sull’altra carreggiata; quella a salire per intenderci (la TA-BO). Non un solo centimetro di asfalto autostradale era visibile.
Non esagero!
Un unico serpentone formato da migliaia di auto e camion – e da persone ovviamente – intrappolate sotto i 40° e passa del sole del Sud a CUOCERSI a fuoco lento sin dalle prime ore del mattino!
Nulla da invidiare ai treni-merce di nazista matrice con destinazione campi di concentramento.
Isoradio, ogni mezz’ora circa, informava che la protezione civile stava distribuendo bottiglie d’acqua.
A dirla tutta la drammatica verità non ho visto nessuna bottiglia (e nessun elicottero come diffuso via radio) e mi chiedo come potessero essere raggiunte le persone nell’infernale fila.
Sono sicuro che, purtroppo, il maledetto rettile-ferroso avrà inghiottito vittime.
Ora, cara Autostrade SpA e cari nostri, ieri tutti da me e non solo, maledetti governanti il quesito storico è sempre lo stesso:
“perché cantierizzare una intera rete autostradale ad inizio estate quando, si sa, gli italiani e gli europei la invaderanno”?!
Due anni di Lockdown, con traffico stradale prossimo quasi allo zero, sarebbero stati un’occasione unica per persone dotate di buon senso e di un poco d’intelligenza per ripristinare la rete stradale che tanti bei soldini (maledetti euro su euro) vi porta?
In disparte dal Lockdown, perché non cantierizzare d’inverno?
Ma c’è un altro aspetto a mio avviso ancora più grave.
Perchè Autostrade SpA, e chi vigila e controlla, all’avverarsi di incidenti tipo quello che ho descritto, concomitanti con la assurda criticità creata dai “lavori in corso”, non chiudono l’ingresso in Autostrada?
Cerco di spiegarmi meglio.
Sai che c’è un’emergenza innestatasi sull’emergenza da Te già creta e voluta, perché ai caselli precedenti l’ingresso sulla tratta maledetta non informi l’utente dissuadendolo o vietandogli l’entrata o proponendogli un percorso alternativo?
La risposta, troppo semplice e scontata, e cioè che “ti piacciono i soldini e devi fare cassa – anche sulla pelle delle persone – col pedaggio che l’ingresso dal casello ti garantisce”, inizia a non soddisfarmi e convincermi più completamente.
La caduta del Ponte Morandi ci ha svelato di tutto e di più rispetto a quanto – si, voglio essere presuntuoso – già noi intelligenti pensassimo e sospettassimo sul vile e criminale commercio del pedaggio-killer.
Il dramma, sconosciuto e V O L U T A M E N T E taciuto, di episodi come quello di ieri è poco “attenzionato”; una vittima o due – al giorno – cosa vuoi che siano rispetto alla strage genovese?
Per chi fosse curioso sull’esito del mio viaggio dico che giunto (Ulisse mi fa un baffo!) alle 0,20 al casello di Bari, il malcapitato – ma secondo me criminale pure lui – casellante insisteva col pretendere il pagamento del pedaggio mentre io – alla Londinese maniera replicavo : “mena asa la sbarra”!
Solo quando ha realizzato che ero pronto a denunciarlo per sequestro di persona – e che gli estremi, probabilmente, ci fossero – “mi ha liberato”.
Prima ho avuto modo di dirgli che ci vuole coraggio a chiedere il pagamento dopo che hai tenuto colpevolmente (chissà se un bravo penalista dimostrerebbe anche il dolo) sequestrato sotto il sole migliaia di persone per dodici ore.
E che non serve giustificarsi col dire: “sono un dipendente ed eseguo gli ordini”, perché, gli ho spiegato, un ordine “criminoso e criminale” può, anzi va, disatteso!
L’ho invitato a segnarsi la mia targa, il mio nome e cognome ed….ora aspetto con impazienza la diffida di pagamento della nobile Autostrade SpA.
Mentre il mio pensiero e la mia preghiera vanno a chi (forse ancora mentre scrivo) è ancora intrappolato, invito chiunque vittima di tali disservizi, per me reati, a denunciare e non pagare.
Sono già curioso (addirittura ansioso) di leggere la sentenza che il Giudice riterrà di scrivere sul caso!

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