Basell abbandona Brindisi. Uil e Uiltec: “Ora intervenga il Ministero con urgenza”

BASELL ABBANDONA BRINDISI. IMPIANTO SPHERIPOL DISMESSO SENZA INVESTIMENTI ALTERNATIVI. ORA INTERVENGA IL MINISTERO CON URGENZA

Nei giorni scorsi, in sede di Comitato SEPAC Regione Puglia, i vertici di Basell Poliolefine Italia hanno confermato la fermata definitiva a tutte le attività produttive nello Stabilimento di Brindisi entro il 31 dicembre di quest’anno, comunicando di aver già avviato le relative procedure per la fermata anche dell’impianto PP2.

Già a dicembre 2023 l’Azienda aveva fermato l’impianto di Polipropilene (P9T) ed annunciato un possibile fermo all’intera attività produttiva in Brindisi per «mancanza di sostenibilità economica del Sito ed indisponibilità quantitative e qualitative dei monomeri», motivazioni, a nostro avviso, molto discutibili e che appaiono, alla luce delle scelte di oggi, come pre-meditate non come programmato percorso di produzione aziendale ma per sole ragioni di profitto economico.

Anche in questa vertenza, come già avvenuto in altre, la grande assente è la Responsabilità Sociale verso un territorio occupato per decenni. Basell ha fatto sapere che porrà in stato di «messa in conservazione» l’impianto PP2 in attesa di soggetti interessati all’acquisizione, associando questo impianto all’altro in attesa di investitori, il Cracking di Eni Versalis. Nessuna speranza invece per l’altro impianto Basell, il P9T, l’Azienda ha comunicato che sarà demolito e bonificato. Per il futuro degli ottantuno lavoratori ancora oggi impiegati presso lo Stabilimento di Brindisi Basell propone «un Piano Sociale che possa soddisfare le esigenze lavorative ed economiche dei dipendenti» con incontri sindacali che prenderanno avvio a settembre. Troppo poco e troppo comodo abbandonare Brindisi in questo modo.

La UIL e la UILTEC di Brindisi, presenti all’incontro in Regione, hanno espresso la propria contrarietà verso una scelta aziendale basata esclusivamente su meri calcoli di Bilancio, senza contemperare la minima Responsabilità Sociale. Basell abbandona un territorio occupato da trent’anni e lascia al loro destino decine di figure altamente professionali e le loro famiglie. Non una sola ipotesi di investimento alternativo, nessuna traccia di un serio Piano di Dismissione e Bonifica del Sito, nessun coinvolgimento delle realtà e dei lavoratori dell’indotto. Questo non è un percorso aziendale ma una fuga in piena regola.

Il Sindacato, per anni, ha fatto la propria parte e continuerà ad affiancare i lavoratori Basell e dell’indotto che sono costretti a riprendere in mano il proprio futuro con grande incertezza. Ma ora è il momento che altri Soggetti Istituzionali entrino seriamente nella vertenza: a partire dal Ministero MIMIT che deve guardarsi dalle scelte di Basell non solo a Brindisi ma anche in altri territorio del Paese per evitare chiusure e licenziamenti. Spetta primariamente al Governo Nazionale garantire che quella in corso a Brindisi sia una Transizione verso nuove e diverse attività industriali ed economiche e non una mera dismissione di Impianti non più sostenibili. Se si permette a player come Basell una uscita di scena come quella a cui a assistiamo, senza ulteriori investimenti, stiamo preparando il deserto industriale ed economico di questo territorio. Questo per la UIL e la UILTEC di Brindisi non è ammissibile.

Il Coordinatore provinciale UIL BrindisiIl Segretario Regionale UILTEC Puglia Coordinatore Brindisi
Fabrizio CalioloCarlo Perrucci
Condividi questo articolo:
Share on facebook
Share on twitter
Share on telegram
Share on whatsapp

what you need to know

in your inbox every morning