Basket – Giorgia Amatori conquista l’Azzurro ai Giochi del Mediterraneo

C’è un filo invisibile ma resistentissimo che lega i campi da basket di Brindisi alle massime vette del basket nazionale. L’ultimo capitolo di questa gloriosa tradizione brindisina porta il nome di Giorgia Amatori. La talentuosa giocatrice classe 2003, playmaker e guardia di pura intensità, ha ricevuto la chiamata ufficiale in Nazionale per i Giochi del Mediterraneo, questi sono una manifestazione sportiva multidisciplinare nata nel 1951, una vera e propria “Olimpiade” che si disputa ogni quattro anni. Vi partecipano esclusivamente le nazioni che si affacciano sul Mar Mediterraneo, unendo tre diversi blocchi geografici. Un traguardo straordinario, impreziosito da un dettaglio che riempie d’orgoglio il territorio: Giorgia sarà l’unica atleta di Brindisi e una dei sette atleti della provincia a difendere i colori azzurri.
Per lei non sarà una spedizione internazionale come le altre. L’edizione di questi Giochi si tiene infatti a Taranto, a meno di 70 chilometri dalla sua Brindisi. Una vicinanza geografica che si tradurrà in una spinta emotiva devastante: quando Giorgia scenderà sul parquet , sugli spalti ci sarà un vero e proprio muro di supporter, amici e familiari pronti a far tremare Villa Peripato ,sede degli incontri,per spingere l’idolo di casa verso il podio.
Nata l’11 aprile 2003 in una famiglia dove la pallacanestro è una questione di DNA, Giorgia muove i primi passi a soli 5 anni con coach Michele Lotito. La vera prima svolta arriva con il trasferimento alla Mens Sana Mesagne, sotto la guida di coach Mauro Potenza.
È qui che nasce un asse cestistico leggendario per il basket giovanile pugliese: Giorgia viene inserita nei campionati maschili regionali e trova come compagno di squadra un altro futuro fenomeno azzurro, Matteo Spagnolo. Insieme, i due ragazzini terribili formano una coppia illegale per qualsiasi difesa: tecnica superba, velocità e un’intesa perfetta che permette loro di dominare letteralmente i campionati di pertinenza. Quell’esperienza contro i maschi cementa la fisicità di Giorgia e ne scrive il destino. Il grande salto arriva poco dopo, notata nel Trofeo delle Regioni, con il trasferimento a La Molisana Magnolia Campobasso, dove debutta giovanissima in Serie A1.
Chi l’ha vista giocare anche solo una volta lo sa: Giorgia Amatori è un’atleta che non ama perdere, nemmeno nelle partitelle d’allenamento. Sul parquet si trasforma in una trascinatrice dal carattere duro, spigoloso per le avversarie, fatto di grinta e totale rifiuto della resa.
A Brindisi, per definire un temperamento così forte, testardo e agonisticamente feroce, esiste un termine perfetto: “cagghiusa”. È proprio questa identità verace, unita a una leadership naturale, ad averle permesso di superare anche gli ostacoli più duri, come il grave infortunio che l’ha tenuta ferma per otto mesi prima dell’avventura con PF Umbertide.
Rientrata dall’infortunio, ha risposto da campionessa: inserita nel quintetto ideale del campionato, ha trascinato le umbre in vetta alla classifica con medie da urlo (11.2 punti, 5 assist e 2.8 recuperi a partita), guadagnandosi il soprannome di “Tigre” e un blindatissimo rinnovo contrattuale.
La storia di Giorgia, però, lancia un messaggio potente anche fuori dal campo. In un mondo sportivo che spesso impone delle scelte, la giocatrice brindisina ha dimostrato che l’eccellenza può essere totale.
Parallelamente ai passaggi chiave della sua carriera, dalle prime chiamate in Azzurro con l’Under 15 nel 2018 fino ai raduni Mondiali con l’Under 19 nel 2021 ,Giorgia non ha mai mollato i libri. Il coronamento di questo percorso di sacrifici è arrivato con il conseguimento della laurea in Ingegneria Gestionale, certificando lo status di studentessa-atleta modello.
Ora la aspettano i Giochi del Mediterraneo a Taranto. Una sfida internazionale dove la Spagna, la Francia e le grandi potenze del canestro proveranno a sbarrarle la strada. Ma la Nazionale sa di poter contare su una freccia mancina in più: una “tigre” talentuosa, determinata e, soprattutto, fiera delle sue radici. Con un intero territorio alle spalle a fare il tifo per lei.

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