La Federazione CIMO-FESMED esprime la più ferma contrarietà alla sospensione del piano
straordinario di assunzioni concordato ad agosto tra l’Assessorato regionale alla Sanità e le parti sociali.
Il piano prevede circa milleduecento unità di personale, di cui circa cinquecento medici, ed è oggi fermo
per una verifica di impatto economico disposta dall’Unità di crisi sanitaria. Le risorse per quelle
assunzioni sono state individuate e condivise. Rinviarne l’utilizzo significa scegliere consapevolmente
di lasciare scoperti servizi che già oggi reggono solo grazie al sacrificio dei professionisti rimasti. Occorre
dire con chiarezza che la carenza di medici in Puglia non è più un problema di efficienza organizzativa.
È diventata un problema di sicurezza, per i pazienti e per gli operatori. Il caso del Pronto Soccorso
dell’Ospedale “Perrino” di Brindisi è esemplare. È il presidio di riferimento di un DEA di secondo livello,
chiamato a garantire l’emergenza-urgenza per l’intera provincia. Oggi vi prestano servizio appena sei
medici, e soltanto quattro di loro sono idonei ai turni notturni. Con questi numeri non si riesce a coprire
neanche un turno. La sicurezza delle cure non è garantita di notte e non lo è nemmeno di giorno. Il
servizio può essere assicurato soltanto ricorrendo a prestazioni aggiuntive, che coinvolgono medici di
altri reparti già provati dai turni nelle rispettive unità operative di appartenenza. È una soluzione
tampone che scarica la carenza da un reparto all’altro e moltiplica stanchezza e rischio clinico, anziché
risolverli. Brindisi però non è un’eccezione. È lo specchio di quanto accade in tanti reparti degli ospedali
pugliesi, dove i medici in servizio sono ormai al di sotto della soglia minima necessaria a garantire
assistenza sicura e continuità del servizio. A questo si aggiunge un rischio imminente. Molti di questi reparti reggono grazie ai contratti a tempo determinato, e se quelli in scadenza non verranno rinnovati
l’intero sistema rischia il collasso. Siamo arrivati al punto in cui il sindacato dei medici è costretto a
rivolgersi al Prefetto per scongiurare il rischio concreto di interruzione di un pubblico servizio
essenziale. È paradossale che, nelle stesse settimane, gli strumenti per porvi rimedio restino chiusi in
un cassetto in attesa di ulteriori verifiche contabili. CIMO-FESMED chiede quindi al Presidente della
Regione Puglia di disporre senza ulteriori rinvii lo sblocco della delibera attuativa, l’immediato avvio
del reclutamento degli operatori sanitari e il rinnovo dei contratti a tempo determinato in scadenza.
Queste misure devono riguardare non soltanto i servizi di emergenza-urgenza, ma tutti i reparti nei
quali la carenza di personale mette già oggi a rischio la sicurezza dei pazienti e degli operatori. Non
accetteremo che il prezzo del ritardo venga pagato dai cittadini che si rivolgono ai nostri ospedali e dai
colleghi che, turno dopo turno, continuano a garantire un servizio in condizioni ormai insostenibili.
Il Presidente Regionale Federazione
Cimo Fesmed Puglia
F.to Dott. Arturo Antonio Oliva