Sono ancora vive nel ricordo dei cittadini le immagini del poliziotto che ha rischiato di essere linciato durante una protesta a Torino per la chiusura del centro sociale Askatasuna. Un servitore dello Stato preso a martellate da un bastardo che stava partecipando a quella manifestazione solo ed esclusivamente per scatenare la violenza. A distanza di qualche giorno sulle strade del Brindisino si verifica l’ennesimo assalto ad un portavalori. Una decina di banditi, armati di tutto punto e con tecniche da professionisti, sono entrati in azione ed hanno dapprima bloccato la superstrada e poi hanno fatto esplodere il furgone blindato al cui interno c’erano le guardie giurate addette al trasporto valori. Il colpo è andato a vuoto, ma prima di darsi alla fuga i banditi hanno rapinato, con tanto di minaccia attuata con fucili kalashmikov le auto di ignari automobilsiti che transitavano in quel momento. In un successivo inseguimento alcuni di questi malviventi hanno esploso colpi di arma da fuoco contro un’auto dei carabinieri e poco ci è mancato che un altro servitore dello Stato ci rimettesse la vita. Nell’agguato al portavalori, insomma, tre vigilantes ed i carabinieri entrati in azione hanno rischiato di morire. Uomini e donne che la mattina escono da casa e nons anno se ci faranno ritorno. Il tutto, per stipendi che raramente arrivano a 1.200 – 1.300 euro al mese. Ovviamente c’è stata la immediata corsa a chiedere un aumento degli organici delle forze dell’ordine che obiettivamente rappresenta il punto da cui partire. Ma è evidente che non può e non deve bastare! Occorre una azione radicata di controllo del territorio attraverso servizi di intelligence. Non è possibile, infatti, che nessuno sapesse che a Torino sarebbero arrivati veri e propri killer anche dall’estero, così come non è possibile che non si riesca a sradicare la potente organizzazione criminale che ha sede a Cerignola e che è responsabile di gran parte degli assalti ai furgoni portavalori e, conseguentemente, del furto di potenti auto da utilizzare durante queste azioni criminali. Qui non si tratta di governi di centro destra e di centro sinistra. E’ la “macchina” dello Stato che funziona poco e male e chi rischia di più è l’anello più debole della catena, cioè chi viene spedito in prima linea a fronteggiare criminali sempre più agguerriti.