Brindisi, la CGIL: «Servono scelte concrete per il futuro della città»

Brindisi, la CGIL: «Servono scelte
concrete per il futuro della città»
Di Cesare: «Meno annunci, più confronto su lavoro, salute e
sviluppo»
La festa dei Santi Patroni di Brindisi è divenuta un’occasione di
riflessione sulle condizioni reali in cui versa la città e lo dobbiamo,
in particolar modo, al forte appello del vescovo Intini, un monito
che dovrebbe scuotere tutte le coscienze di chi ha a cuore il bene
di Brindisi e delle sue comunità.
La notte avvolge le periferie urbane ed umane, alimenta le paure e
le angosce delle solitudini, condiziona la speranza di costruzione di
un mondo migliore, imprigiona i sogni, i bisogni e le aspettative di
giovani, lavoratrici e lavoratori, pensionati.
La notte è anche occasione di riflessione, meditazione,
condivisione, in attesa di un’alba che riporti luce e speranza.
Le metafore, però, si scontrano con la realtà dei fatti e con la
condizione materiale in cui versano i cittadini, che richiede
impegno, unità di intenti e lavoro quotidiano per il bene comune.
Da questo punto di vista, il discorso del sindaco Marchionna appare
deludente, poiché condizionato dalla malattia degli annunci e della
propaganda.
Non possiamo dimenticare il percorso complesso, ricco di incognite
e ritardi, pieno di inciampi e colpi di scena, che sta condizionando
la transizione energetica di Brindisi, con le crisi industriali più
devastanti del Mezzogiorno, dalla centrale di Cerano al
petrolchimico, che, insieme alla siderurgia di Taranto, rischiano di
cancellare una vasta rete di piccole e medie imprese del sistema
degli appalti, con migliaia di lavoratori, a causa della mancanza di
una politica industriale.
Non è sufficiente dire «parlerò con Eni» o sollecitare il commissario
straordinario per l’Accordo di Programma.
Certo, sarebbe interessante conoscere i progetti presentati alla ZES
da oltre 100 imprese tra Fasano e Brindisi, così come sarebbe
opportuno entrare nel merito dei tanti progetti richiamati che
dovrebbero cambiare il volto della città e la qualità della vita, con
ricadute occupazionali considerevoli.
Manutenzione di scuole e palestre, verde pubblico, rigenerazione
dei quartieri Sant’Elia e Perrino, riqualificazione del Parco
Buscicchio, restauro del capannone ex Montecatini: insomma, una
serie di progetti che dovrebbero alimentarsi attraverso le
compensazioni da parte delle imprese che operano sul territorio,
con importi annunciati per oltre 35 milioni di euro.
Se si vuole dare un segnale di luce, si riparta dal corretto rapporto
tra ambiente, sviluppo e lavoro, dalla centralità della salute e dalla
sicurezza intesa a 360 gradi, investendo ancora di più in
prevenzione, servizi sociali, formazione e cultura.
Su tutto questo sarebbe auspicabile un confronto con le parti
sociali, a partire dalle organizzazioni sindacali.
Brindisi 8.9.2026
Massimo Di Cesare
Segretario generale

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