Brindisi – Luperti e Greco: subito l’area di crisi industriale complessa!

Una clausola di salvaguardia per proteggere il lavoro e accompagnare la trasformazione industriale

La trasformazione industriale che sta interessando il territorio di Brindisi impone alle istituzioni una scelta chiara e tempestiva: riconoscere il territorio come Area di Crisi Industriale Complessa.
La transizione in corso non riguarda soltanto i grandi stabilimenti, ma coinvolge una rete articolata di imprese dell’indotto, aziende di servizi, manutenzione, logistica e lavorazioni specialistiche che rappresentano una parte fondamentale dell’occupazione industriale del territorio. Molte di queste realtà, pur essendo direttamente coinvolte dagli effetti della trasformazione, oggi non possiedono i requisiti necessari per accedere agli strumenti straordinari di sostegno al reddito.
Per questo chiediamo alla Regione Puglia e al Governo di accelerare il percorso istituzionale per il riconoscimento dell’Area di Crisi Industriale Complessa e di costruire, contestualmente, un sistema straordinario di protezione per i lavoratori coinvolti.
L’obiettivo deve essere quello di poter utilizzare, laddove ne ricorrano le condizioni e nel rispetto della normativa, periodi di cassa integrazione straordinaria e strumenti di sostegno al reddito capaci di accompagnare le imprese e i lavoratori durante le fasi di transizione, evitando che eventuali vuoti operativi determinati dalla riconversione delle attività si trasformino in perdita definitiva di posti di lavoro.
Ma non si tratta soltanto di sostenere economicamente i lavoratori.
La cassa integrazione deve diventare, insieme agli altri strumenti disponibili, un ponte verso il nuovo lavoro: un periodo nel quale costruire percorsi di formazione, riqualificazione e aggiornamento professionale collegati alle nuove attività che saranno generate dagli investimenti già programmati, da quelli in fase di realizzazione e da quelli che potranno arrivare sul territorio.
Brindisi sta affrontando una trasformazione profonda del proprio sistema industriale. Da una parte ci sono le difficoltà e le dismissioni che rischiano di produrre effetti pesanti sull’occupazione; dall’altra ci sono nuovi investimenti e nuove opportunità legate alla transizione energetica, alla produzione e allo stoccaggio dell’energia, alle nuove tecnologie e alla riconversione industriale.
È proprio nella fase di passaggio che il territorio ha bisogno di una clausola di salvaguardia.
Non possiamo permettere che il tempo necessario a trasformare il sistema produttivo diventi il tempo dell’insicurezza per migliaia di lavoratori e delle loro famiglie. E non possiamo chiedere alle imprese dell’indotto di affrontare da sole una trasformazione che riguarda l’intero sistema industriale territoriale.
Per questo riteniamo necessario mettere in campo un piano straordinario per Brindisi, capace di tenere insieme sostegno al reddito, formazione, riqualificazione professionale, investimenti e nuove opportunità occupazionali.
Il riconoscimento dell’Area di Crisi Industriale Complessa deve diventare uno degli strumenti attraverso cui costruire questo percorso.
La richiesta che rivolgiamo alla Regione Puglia e al Governo è quindi di aprire immediatamente un confronto istituzionale, coinvolgendo organizzazioni sindacali, imprese e istituzioni locali, per definire strumenti concreti e tempi certi.
Brindisi non chiede assistenzialismo. Chiede strumenti straordinari per accompagnare una trasformazione straordinaria.
La vera sfida è fare in modo che la transizione industriale non produca una riduzione del lavoro, ma diventi l’occasione per costruire nuova occupazione, nuove competenze e un nuovo modello industriale.

Oggi, per il territorio di Brindisi, l’Area di Crisi Industriale Complessa può rappresentare quella clausola di salvaguardia indispensabile per proteggere il lavoro esistente e accompagnare verso il futuro i lavoratori e le imprese dell’indotto.

Lino Luperti – capogruppo di Forza Italia alla Provincia e consigliere comunale
Michelangelo Greco – consigliere comunale

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