Cannalire (Pd): “Su investimenti condivisione di principio, ma per Aliotto va tutelato il tessuto commerciale esistente”

“Su investimenti condivisione di principio, ma per Aliotto va tutelato il tessuto commerciale esistente”

Il Partito Democratico, come ha già detto pubblicamente in Consiglio comunale, è favorevole in linea di principio agli investimenti che migliorano il territorio e quello proposto dalla società Aliotto su un’area che versa oggi nel degrado ne migliorerebbe inevitabilmente le condizioni, ma essere favorevoli agli investimenti non significa essere disposti a votare senza conoscere fino in fondo gli atti e le ricadute.

Il progetto in dettaglio è arrivato agli uffici comunali quando il Consiglio era già stato convocato, l’ultimo aggiornamento è stato trasmesso tre giorni prima della seduta e la commissione consiliare competente ha potuto esaminarlo soltanto poche ore prima, con la conseguenza che nessun consigliere ha avuto il tempo necessario per valutarlo davvero.

La questione politica merita comunque un chiarimento. Un anno fa la delibera fu ritirata su richiesta di una parte della maggioranza e da allora tutto è rimasto fermo, senza che quel tempo servisse ad approfondire alcunché e con l’unico risultato di un contenzioso che il Comune ha perso davanti al giudice amministrativo. È per quella decisione che oggi si spinge il Consiglio a decidere in fretta su un progetto arrivato all’ultimo momento, in presenza di una sentenza che fissa un termine, teoricamente già superato e che prevede, se l’amministrazione resterà ferma, la nomina di un commissario che decida al suo posto con spese a carico del bilancio comunale.

Il Consiglio comunale non può essere chiamato a votare sotto la pressione di una conseguenza giudiziaria, perché una delibera assunta in queste condizioni non è una scelta ma una ratifica obbligata e in questo modo verrebbe svuotata la funzione stessa dell’organo che rappresenta i cittadini.

Va poi ricordato che la destinazione originaria dell’area era ricettiva e che questo non è un particolare secondario, perché la carenza di posti letto a Brindisi è stata richiamata pubblicamente anche dal presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, che ne ha parlato con il sindaco Marchionna. Un’amministrazione rigorosa dovrebbe quindi verificare fino in fondo se l’obiettivo fissato dalla convenzione del 2008 sia ancora raggiungibile, considerato che proprio a fronte di quell’impegno alla società furono riconosciute le possibilità di costruire di cui ha poi usufruito.

Il Partito Democratico riconosce il valore della libera iniziativa economica e ritiene legittimo che l’impresa valuti con il mercato le proprie prospettive, ma la libertà di impresa non può giustificare un impatto sul commercio cittadino che nessuno ha finora misurato.

È evidente che le destinazioni d’uso rispondono anche alle logiche di mercato, ma da questo non deriva che al Consiglio comunale spetti soltanto prendere atto, perché quando una trasformazione del territorio richiede una delibera dell’assemblea, come in questo caso, è lì che si costruisce un indirizzo politico e si esercita una responsabilità e una prerogativa di governo che intendiamo esercitare fino in fondo. Un altro polo commerciale con circa duecento posti auto gratuiti e senza i vincoli che pesano ogni giorno sugli esercizi del centro creerebbe uno squilibrio nella concorrenza che la città ha già conosciuto, come dimostrano gli effetti prodotti proprio in quella zona sulla rete commerciale cittadina, e non si tratta di impedire alcuna attività ma di governare un processo che incide sull’equilibrio economico dell’intera Brindisi.

Per queste ragioni, come gruppo consiliare del Partito Democratico, abbiamo chiesto e ottenuto la convocazione della conferenza dei capigruppo che ha deciso di riunire con urgenza per il 28 agosto prossimo il Consiglio comunale per discutere il provvedimento ritirato nella scorsa seduta. L’auspicio è che nel frattempo l’amministrazione convochi la società proponente per dirle con chiarezza che non c’è contrarietà all’investimento ma che l’intervento va riequilibrato, tenendo insieme la sostenibilità dell’iniziativa privata, la tenuta del commercio e dell’offerta complessiva della città e garantendo più locali per servizi e, seppur in parte, la destinazione ricettiva per sopperire così ad una concreta esigenza in termini di offerta della città.

Francesco Cannalire, consigliere comunale PD Brindisi

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