Il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità la mozione che come gruppi di opposizione abbiamo presentato al Sindaco per dare finalmente a Brindisi regole certe sulla movida ricalcando l’impianto dell’ordinanza adottata dalla commissaria prefettizia di Ostuni lo scorso 25 giugno. È un voto che vale più di un’affermazione politica perché consegna all’Amministrazione un mandato con tempi definiti, dal momento che la mozione impegna il Sindaco a riconvocare subito il tavolo con il comitato dei residenti e con le associazioni di categoria informandone la Prefettura, e ad adottare l’ordinanza all’esito di quel confronto quindi nei prossimi giorni e non a stagione conclusa. Riteniamo quel modello equilibrato e tecnicamente solido perché non tocca i valori limite di emissione, che restano quelli fissati dalla legge regionale e dal piano di classificazione acustica, ma interviene soltanto sugli orari distinguendo il centro urbano dall’area costiera, subordina la diffusione sonora all’esterno dei locali a un titolo corredato dalla relazione previsionale di impatto acustico, impone di presentare le istanze con dieci giorni di anticipo e premia quelle presentate insieme da più gestori, così da evitare quella sovrapposizione di eventi che il giudice amministrativo censurò nel 2023 quando sospese l’ordinanza brindisina proprio perché nessuno aveva valutato l’effetto cumulativo. A questo si aggiunge un apparato sanzionatorio progressivo che arriva alla sospensione dell’attività alla seconda violazione accertata nell’anno, e che rende le regole credibili per chi le rispetta e onerose per chi le aggira. Nel governo della movida servono moderazione, capacità di sintesi e determinazione, e la commissaria prefettizia lo ha dimostrato in tempi rapidi mentre a Brindisi il tavolo aperto in Prefettura dallo scorso marzo non ha ancora prodotto un atto, con il risultato che per la terza estate consecutiva la città resta senza una disciplina delle deroghe.
Ci auguriamo che il confronto si chiuda presto e bene, e chiediamo al comitato dei residenti e agli esercenti di sedersi a quel tavolo con la volontà di arrivare a un’intesa che tenga insieme il diritto al riposo e il diritto al lavoro, che sono entrambi diritti costituzionali e non posizioni di parte. Vogliamo però essere chiari su un punto, perché l’ordinanza non è l’alternativa all’intesa ma è l’atto che il Consiglio comunale ha chiesto di adottare comunque, e un eventuale disaccordo tra le parti non può diventare l’ennesima ragione per non decidere. Resta infine la parte meno visibile e più duratura del voto di oggi, quella che impegna l’Amministrazione ad avviare l’iter del regolamento organico degli intrattenimenti, ad aggiornare il piano comunale di classificazione acustica e a riferire al Consiglio entro il 31 ottobre sui titoli rilasciati, sui controlli effettuati, sulle sanzioni irrogate e sugli esposti pervenuti, perché una città che vuole essere turistica non può continuare a governare l’estate con i provvedimenti dell’ultimo momento.
Dichiarazione Francesco Cannalire