Carovigno: tentato omicidio a Torre Santa Sabina (giugno 2025). Arrestato 35enne in esecuzione di misura cautelare.
Nella serata del 24 febbraio 2026, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di San Vito dei Normanni hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Brindisi su conforme richiesta della locale Procura della Repubblica. Destinatario del provvedimento è un trentacinquenne del luogo, indagato per tentato omicidio e porto abusivo di arma da fuoco in luogo pubblico, reati commessi mentre era sottoposto ad una misura alternativa alla detenzione in relazione ad una pregressa condanna per fatti diversi.
La vicenda, risalente al tardo pomeriggio del 17 giugno scorso, si è consumata nel centro abitato di Torre Santa Sabina (località marina di Carovigno), nei pressi di una nota struttura ricettiva, in un’area affollata da numerosi bagnanti e avventori. Secondo quanto ricostruito, l’indagato, avvedutosi dell’arrivo di un gruppo di tre uomini, armati di bastoni e bottiglie con l’intento di compiere una spedizione punitiva nei suoi confronti, avrebbe prelevato una pistola calibro 6,35 e avrebbe raggiunto uno degli aggressori, esplodendo nei suoi confronti almeno due colpi da una distanza di circa 40 metri. La vittima, colpito al fianco sinistro, è stata trasportata presso l’Ospedale “Perrino” di Brindisi ed è stata sottoposta ad intervento chirurgico per l’estrazione dei proiettili. L’indagato si è poi allontanato a bordo dell’auto del padre, giunto sul posto per prelevarlo. Il movente sarebbe riconducibile a una grave e prolungata inimicizia tra i rispettivi nuclei familiari, già sfociata in una rissa circa due anni fa. Le indagini, dirette dalla Procura della Repubblica e svolte dagli Ufficiali di P.G. dell’Aliquota Operativa CC di San Vito dei Normanni e della Stazione CC di Carovigno, sono consistite nell’analisi dei sistemi di videosorveglianza, dei tabulati telefonici (anche mediante la localizzazione delle celle) e nell’esame di numerose testimonianze.
L’indagato è da ritenersi non colpevole sino alla pronuncia di una sentenza di condanna definitiva, nel pieno rispetto della presunzione di innocenza.