Negli ultimi giorni si è tentato di accostare la vicenda della Casa dell’Ammiraglio al dibattito sulla proposta di trasferire la movida dal centro cittadino al Parco del Cillarese. Si tratta di due questioni completamente distinte, che non presentano alcun legame né sul piano amministrativo né su quello sostanziale. Confesercenti, nel manifestare la propria contrarietà allo spostamento della movida, ha semplicemente esercitato il proprio ruolo: rappresentare e tutelare gli esercenti, le imprese e i lavoratori che operano nel centro cittadino, garantendo servizi essenziali alla comunità, ai visitatori e ai turisti. Una posizione espressa in modo trasparente, legittimo e pienamente coerente con la missione dell’associazione.
È quindi necessario riportare i fatti relativi alla Casa dell’Ammiraglio, evitando sovrapposizioni narrative che nulla hanno a che vedere con la realtà. L’area è regolarmente concessa a Confesercenti, che ne è responsabile e custode. I lavori in corso riguardano la messa in sicurezza della recinzione, come previsto dal D.Lgs. 81/2008 e come autorizzato dalla CILA prot. 6010 dell’11/11/2025. Il cantiere non è mai stato abbandonato: la nuova recinzione in tufo è in corso di realizzazione, il materiale di risulta è accatastato all’interno dell’area privata e il conferimento in discarica è stato rinviato a causa delle allerte meteo gialle e arancioni dei giorni precedenti e delle festività pasquali, che hanno comportato la sospensione temporanea di molte attività, comprese le scuole. La segnaletica di sicurezza è regolarmente esposta, come previsto dalla normativa. Le fotografie circolate sui media ritraggono esattamente questo: un cantiere in corso, chiuso per festività e dopo giorni di maltempo.
Nonostante ciò, il consigliere comunale Roberto Quarta ha fatto ingresso all’interno dell’area di cantiere, oltrepassando un divieto chiaramente visibile. Un divieto valido per tutti i cittadini e che, a maggior ragione, dovrebbe essere ben noto a chi ricopre il ruolo di Presidente della Commissione Ambiente e Parchi.
Successivamente, come riportato dalla stampa locale, è stata svolta una riunione della Commissione Ambiente direttamente sul posto. Secondo quanto emerge dagli articoli pubblicati, tale riunione sarebbe avvenuta senza il prescritto iter procedurale, senza la preventiva autorizzazione della Presidenza del Consiglio comunale e senza la presenza del concessionario dell’area, unico soggetto legittimato ad autorizzare l’accesso al cantiere. I componenti della Commissione, coinvolti in una situazione non conforme alle procedure, si sono così ritrovati — del tutto inconsapevoli — in un contesto che avrebbe richiesto ben altre cautele istituzionali.
Durante la visita sono state scattate fotografie e realizzati video all’interno dell’area interdetta, successivamente diffusi sui media e sui social. Le immagini, di per sé, ritraggono semplicemente un cantiere in corso. È stata la narrazione che le ha accompagnate ad attribuire a normali materiali di lavoro e a una temporanea sospensione delle attività significati del tutto fuorvianti. La diffusione di tali contenuti, senza alcuna preventiva richiesta di chiarimento o verifica, ha contribuito a generare un pregiudizio all’immagine di Confesercenti e del suo legale rappresentante.
La successione degli eventi, avvenuta immediatamente dopo la nostra pubblica contrarietà alla proposta di spostare la movida dal centro al Cillarese, e l’utilizzo del proprio ruolo istituzionale per costruire un caso inesistente attorno a un cantiere regolare, hanno prodotto un effetto evidente: mettere Confesercenti in una posizione di difficoltà attraverso una rappresentazione distorta dei fatti. È un modo di procedere che, pur senza entrare nel merito delle intenzioni personali, risulta improprio rispetto alla funzione istituzionale ricoperta. Confesercenti ritiene che un cantiere regolare non possa essere trasformato in strumento di pressione o in terreno di scontro estraneo all’interesse pubblico.
Per tali ragioni, il legale rappresentante dell’associazione si riserva di inoltrare formale querela nei confronti del consigliere comunale Roberto Quarta, affinché le autorità competenti possano valutare se l’ingresso all’interno dell’area di cantiere — avvenuto oltre un divieto chiaramente esposto e senza la presenza né l’autorizzazione del concessionario — sia stato conforme alle prerogative del ruolo istituzionale ricoperto, e se la successiva diffusione pubblica di immagini, video e informazioni accompagnate da una narrazione fuorviante abbia prodotto un pregiudizio all’immagine di Confesercenti e del suo legale rappresentante. Non si tratta di una risposta politica, ma di un atto dovuto a tutela della sicurezza, della legalità, della correttezza istituzionale e della reputazione dell’associazione. Confesercenti continuerà a operare con trasparenza e responsabilità, nel pieno rispetto delle regole e con l’obiettivo di tutelare gli esercenti, le imprese e i lavoratori del territorio, garantendo un confronto istituzionale fondato su fatti verificabili e procedure corrette.