In merito al comunicato diffuso da Confesercenti sulla vicenda della Casa dell’Ammiraglio, respingo con fermezza una narrazione costruita ad arte, che omette elementi fondamentali e tenta, in modo evidente, di ribaltare la realtà dei fatti.
Ricordo a Confesercenti un principio che non può essere aggirato: l’area della Casa dell’Ammiraglio è di proprietà del Comune di Brindisi. Questo comporta che ogni consigliere comunale, e in particolare il Presidente della Commissione Ambiente e Parchi, ha non solo il diritto ma il dovere di accedere, verificare e controllare lo stato dei luoghi, nell’esercizio pieno del proprio mandato istituzionale, così come previsto dalla legge.
Altro che accesso improprio: si tratta di controllo legittimo su un bene pubblico.
E sia chiaro un punto, che non intendo lasciare spazio ad ambiguità: l’iniziativa e le attività svolte dal sottoscritto, in qualità di Presidente della Commissione Ambiente, insieme a tutti i componenti della Commissione, non possono essere calpestate, né tantomeno offese, denigrate o messe in discussione attraverso basse insinuazioni o velate minacce.
Chi prova a delegittimare un organo istituzionale non attacca una persona, ma mina il corretto funzionamento delle istituzioni e il diritto dei cittadini ad essere rappresentati e tutelati.
Spiace constatare come si tenti di trasformare un’attività istituzionale in una presunta violazione, quando invece sarebbe opportuno concentrarsi sulle reali criticità emerse.
Nella mattinata odierna, alle ore 9:30, la Commissione Ambiente si è nuovamente riunita alla presenza del Dirigente al Patrimonio, Arch. Maria Carrozzo, e dell’Assessore al Patrimonio, Caterina Cozzolino. Assente ingiustificata il RUP del progetto, Arch. Gelsomina Macchitella.
Durante la riunione è stato confermato un dato rilevante: già nella giornata di ieri Confesercenti è stata convocata presso gli uffici comunali per contestazioni formali relative a diverse inadempienze nella gestione del cantiere.
E allora una domanda sorge spontanea e pretende una risposta chiara: se, come sostenuto da Confesercenti, il cantiere era perfettamente regolare, come mai proprio in queste ore si sta intervenendo per ripristinare condizioni che avrebbero dovuto essere garantite sin dall’inizio?
Perché si sta procedendo alla rimozione e al riordino dei materiali, alla liberazione della sede stradale pubblica e all’adeguamento dell’area secondo le prescrizioni minime previste per qualsiasi cantiere?
Perché solo adesso si stanno predisponendo – o integrando – quegli elementi obbligatori come la corretta delimitazione, la cartellonistica di cantiere e gli apparati informativi previsti dalla normativa vigente?
Sono interventi che ogni cittadino e ogni impresa è tenuto a rispettare fin dal primo giorno. Non dopo una verifica o una segnalazione.
È altrettanto importante chiarire che la strada di accesso all’area è pubblica e non può essere utilizzata in modo improprio o senza il rispetto delle regole previste.
Alla luce di questi elementi, appare evidente come il tentativo di rappresentare un quadro di piena regolarità sia quantomeno discutibile e non corrispondente a quanto emerso nelle sedi istituzionali competenti.
Respingo inoltre ogni tentativo di intimidazione attraverso annunci di azioni legali. Chi svolge il proprio ruolo nel rispetto della legge, con trasparenza e nell’interesse pubblico, non ha nulla da temere.
Se Confesercenti ritiene di dover procedere, lo faccia pure. Saranno le sedi competenti a valutare fatti e responsabilità.
L’immagine che va tutelata è quella del Comune di Brindisi e della corretta gestione del patrimonio pubblico, non quella costruita per difendere posizioni che oggi appaiono sempre più fragili.
Continuerò a esercitare il mio mandato con determinazione, senza arretrare di un passo davanti a tentativi di pressione, intimidazione o narrazioni fuorvianti, nell’interesse esclusivo della comunità.
Roberto Quarta
Consigliere comunale
Presidente Commissione Ambiente