Castrignano: “Perché il dibattito sulla collocazione del faro non è polemica, ma amore per Brindisi”

Integrazione, rispetto della storia e cura della città: perché il dibattito sulla collocazione del Faro non è polemica, ma amore per Brindisi
​Dispiace notare come, ancora una volta, di fronte a un intervento di merito motivato e autorevole – come quello firmato da Aurelia Roppo (vice coordinatore FdI Brindisi) sulla destinazione del Faro di Forte a Mare – si preferisca deviare il discorso bollando la discussione come “polemica sterile” o “voglia di dividere”.​La politica non si esaurisce nell’annuncio né può trasformarsi in un monopolio decisionale: la scelta di dove collocare il faro non può e non deve essere un’iniziativa solitaria dell’On. D’Attis, ma deve scaturire da un percorso condiviso con la comunità, con le realtà culturali e con gli enti territoriali locali.​Prima di accusare gli altri di sollevare “divisioni o polemiche futili”, sarebbe opportuno che ci si guardasse prima in casa propria, riflettendo sul modo in cui si portano avanti le dinamiche politiche e amministrative. La verità è che i brindisini sono profondamente stanchi, sì, ma stanchi di subire decisioni e scelte calate a freddo dall’alto, calibrate soltanto per soddisfare personalismi ed egoismi individuali.​Proprio partendo dalla sensibilità pedagogica e dall’attenzione alla cura della comunità richiamate dalla Dott.ssa Mina Ruggiero, occorre ricordare che “avere cura” di un bene pubblico significa rispettarne l’anima e la storia. Un faro non è un semplice oggetto d’arredo urbano da spostare a piacimento per riempire un vuoto; è un simbolo marittimo indissolubilmente legato alla sua costa, al mare e al complesso di Forte a Mare. Inserirlo forzatamente nel capannone Ex Montecatini – tempio dell’archeologia industriale con una memoria del tutto diversa – produce soltanto un cortocircuito culturale e una sradicazione del bene.​Porsi interrogativi sulla collocazione di un monumento e proporre soluzioni storicamente e filologicamente coerenti non significa “distruggere” o “urlare più forte”. Significa esercitare la cittadinanza attiva, tutelare il patrimonio e pretendere rispetto per la città.​Se davvero si vuole mettere al centro il cittadino e promuovere una politica che unisce, si abbia il coraggio di aprire un confronto pubblico e trasparente. Il faro osserva, vede e illumina: usiamo quella luce per guidare scelte urbane consapevoli e partecipate, non per oscurare il dibattito democratico e l’identità di Brindisi.
Valentino Castrignano

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