Proprio come con i fender sulle banchine del porto interno (scelta scellerata sulla quale sono tornati indietro sperperando migliaia di euro) anche questa volta l’autorità di sistema portuale assume una decisione che penalizza la città e soprattutto priva, senza alcun motivo, i cittadini (ma anche tanti visitatori e turisti) di uno spazio importante, la diga di Punta Riso.
La decisione di realizzare lì un impianto fotovoltaico è l’ennesima dimostrazione della scarsa considerazione che, ormai da anni, ha l’autorità di sistema per Brindisi.
Non ho nemmeno bisogno di specificare quanto siano utili gli impianti fotovoltaici e quanto importante sia la produzione di energia da fonti diverse e sostenibili.
Non stiamo parlando di questo.
Quello che non è accettabile è l’ennesima sottrazione di uno spazio utilizzato da tantissima gente, in una città che già sconta servitù e aree “proibite” come pochissime altre realtà.
Brindisi ha bisogno di riappropriarsi dei suoi luoghi, qui bisogna restituire non più sottrarre.
E non si tratta di “emotività” , come si è affrettato a dire qualche improvvisato ed improvvido difensore dell’autorità di sistema e di equilibri baresi, ma di rispetto per la comunità.
Si sospendano immediatamente i lavori, si cerchi un posto più idoneo che non mortifichi ancora Brindisi e i suoi cittadini e si restituisca alla città la diga di Punta Riso.
Giuseppe Cellie – ex consigliere comunale