Centro autismo Cillarese, Lettori (PD): «Struttura pronta entro il 30 giugno, ora modello di gestione pubblico-privato per renderla sostenibile»

Centro autismo Cillarese, Lettori (PD): «Struttura pronta entro il 30 giugno, ora modello di gestione pubblico-privato per renderla sostenibile»

“Oggi, in III Commissione, abbiamo avuto la notizia che il cronoprogramma del Centro di eccellenza per l’autismo di Brindisi, previsto dalla deliberazione di Giunta regionale numero 1755 dell’11 dicembre 2024 in attuazione della legge regionale 13 luglio 2023 numero 20, prevede la consegna della struttura alla Asl entro il 30 giugno”. Ad annunciarlo è la consigliera regionale del Partito Democratico Isabella Lettori. “Si tratta – aggiunge – di un passaggio atteso da anni dalle famiglie, che finalmente vedono concretizzarsi un progetto strategico per la presa in carico dei soggetti con disturbi dello spettro autistico nel territorio brindisino. Tra l’altro, il Centro brindisino, tra i sei previsti dalla Regione, è quello che si trova in fase più avanzata

e questo non può che essere motivo di orgoglio”.

“La nuova struttura – prosegue – sorgerà all’interno del parco del Cillarese, in uno dei capannoni ex Saca riqualificato e articolato su due livelli: al piano terra le attività dedicate ai minori in età prescolare e scolare, al primo piano un centro diurno per adulti. Una struttura già pensata per offrire setting differenziati, capaci di accompagnare le persone nello spettro lungo tutto l’arco della vita, superando quella “scomparsa” dopo i 18 anni che oggi le famiglie denunciano con forza”.

Per la consigliera Lettori, tuttavia, non basta inaugurare muri e arredi: “Il direttore sanitario della Asl di Brindisi, il dottor Vincenzo Gigantelli, durante l’audizione lo ha detto chiaramente. L’immobile sarà consegnato completo di arredi, ma privo della componente più importante, cioè chi dovrà gestire le attività. La vera sfida ora è definire un modello di gestione sostenibile, capace di garantire personale adeguato, continuità dei servizi e presa in carico tempestiva, perché le liste d’attesa e la carenza di operatori specializzati sono oggi uno dei principali fattori di sofferenza per le famiglie. Per questo ritengo fondamentale utilizzare appieno gli strumenti normativi regionali, a partire dalla legge sul Terzo settore (Legge Regionale 11/2025), per attivare percorsi di co-programmazione e co-progettazione che coinvolgano le associazioni di genitori e di famiglie attive sul territorio di Brindisi. Qui, infatti, esiste già un tessuto vivo di realtà che hanno messo in piedi esperienze preziose di inclusione sociale, di laboratori e di inserimento lavorativo, spesso in condizioni di forte precarietà economica: è nostro dovere portarli dentro il progetto del centro di eccellenza, non lasciarli ai margini”.

Il modello da perseguire, dunque, è quello di una forte collaborazione tra pubblico e privato sociale: “Immagino una gestione pubblico-privata in cui la Asl garantisca il presidio sanitario e il Terzo settore e le realtà associative possano gestire le altre attività educative, socio-riabilitative e di inclusione lavorativa. Lo vedo come l’unico modo per rendere nel tempo sostenibile questa realtà, come ha ricordato lo stesso Gigantelli richiamando anche le esperienze di partenariato pubblico-privato già sperimentate sul territorio”.

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