FASANO (BR) – «Le elezioni amministrative si avvicinano ed è giusto cominciare a confrontarsi con
lealtà e chiarezza. Dopo dieci anni di amministrazione che hanno profondamente trasformato Fasano,
credo sia arrivato il momento di mettere a disposizione della città e della coalizione l’esperienza
maturata e di contribuire alla costruzione di una nuova fase. La mia disponibilità a una candidatura a
sindaco c’è, ma credo che prima dei nomi venga il progetto per la Fasano dei prossimi anni».
Con queste parole l’assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Fasano, Gianluca Cisternino, interviene
nel dibattito in vista delle amministrative del 2027, mettendo a disposizione del Partito Democratico e
della coalizione la propria esperienza politica e amministrativa.
«Considero importante il percorso già avviato con i Cantieri di Fasano 2027, al quale parteciperò con
convinzione. È un’occasione per mettere al centro idee, contenuti e priorità e costruire, attraverso il
confronto, una visione condivisa della città che vogliamo nei prossimi anni.
Credo che proprio da questo lavoro debba partire il nostro percorso: prima il confronto sul progetto, poi
la scelta delle persone chiamate a rappresentarlo. Il Partito Democratico dovrà avere un ruolo centrale
in questo processo, lavorando insieme alle altre forze della coalizione e aprendosi al contributo della
società civile e delle tante energie presenti sul territorio.
Per Cisternino, il punto di partenza resta la piena rivendicazione dell’esperienza amministrativa degli
ultimi dieci anni.
«Abbiamo vissuto una stagione straordinaria, guidata dal sindaco Francesco Zaccaria, che ha saputo
imprimere una direzione chiara e dare impulso a un percorso di profonda trasformazione della nostra
città. In questi anni abbiamo risanato i conti, realizzato numerose opere pubbliche, riqualificato spazi e
scuole, avviato il percorso del PUG, valorizzato il territorio dal punto di vista turistico e mantenuto
risultati di assoluto rilievo nella raccolta differenziata. È il risultato di un grande lavoro di squadra, che ho
avuto l’onore di condividere in prima linea e che dobbiamo rivendicare con orgoglio.
Ma rivendicare questi dieci anni non significa pensare che tutto sia stato fatto o ignorare limiti ed errori.
Significa partire da basi solide e avere la responsabilità di aprirsi a nuove idee, nuove energie e nuove
priorità».
La sfida del 2027, secondo Cisternino, dovrà quindi rappresentare l’avvio di una nuova fase, capace di
partire da quanto realizzato e concentrarsi ancora di più sulla qualità della vita quotidiana.
«Non mi interessa una continuità intesa come semplice conservazione. Quanto costruito in questi anni
deve rappresentare la base dalla quale partire, non il punto di arrivo.
La prossima fase dovrà avere priorità ancora più nette e vicine alla vita quotidiana delle persone:
manutenzione costante del territorio, cura degli spazi pubblici, decoro urbano, qualità dei servizi e
coesione sociale. Dopo una stagione caratterizzata da grandi trasformazioni e importanti investimenti,
dobbiamo essere capaci di affiancare alla realizzazione delle opere una sempre maggiore attenzione
alla loro cura, alla qualità degli spazi e alle esigenze concrete dei cittadini.
Una sfida che dovrà riguardare allo stesso modo Fasano, le frazioni e ogni realtà di un territorio
straordinariamente variegato e meraviglioso nella sua complessità.
Dobbiamo custodire ciò che ha funzionato e, allo stesso tempo, avere l’umiltà di riconoscere ciò che può
essere migliorato e il coraggio di affrontare ciò che ancora manca».
Per costruire questa nuova fase sarà indispensabile allargare il confronto e coinvolgere direttamente la
comunità.
«Nelle prossime settimane vorrei che si intensificasse una grande fase di dialogo e confronto con la
città, con le associazioni, le realtà produttive e sociali, i giovani, le famiglie e anche con chi esprime
dubbi, critiche o punti di vista diversi dai nostri.
Il dissenso, quando è costruttivo e animato dal bene comune, non va temuto: è uno stimolo prezioso per
correggere il tiro, riconoscere i limiti e migliorare le nostre scelte. Abbiamo il dovere di ascoltare anche
le voci più severe, perché chi si candida a governare deve avere l’ambizione di rappresentare una
comunità nella sua interezza, senza lasciare indietro nessuno.
In questo senso considero le primarie uno strumento positivo quando servono ad allargare la
partecipazione e a dare voce alla base, agli iscritti, ai simpatizzanti e ai cittadini. Non devono essere
vissute come uno scontro interno, ma come un’occasione di confronto e coinvolgimento democratico.
Se saranno ritenute il percorso più utile per arrivare a una scelta condivisa, le affronterò con
convinzione e spirito costruttivo.
La mia disponibilità c’è. Non è una candidatura contro qualcuno e non nasce dalla pretesa di essere
l’unica soluzione. È la disponibilità a mettere esperienza, idee ed energie al servizio di un progetto
collettivo.
Prima di chiedere a Fasano di scegliere, dobbiamo essere capaci di ascoltarla. Perché la Fasano dei
prossimi anni non può essere il progetto di una persona o di una parte: deve essere il progetto di una
comunità».