Desidero ringraziare il consigliere comunale Roberto Quarta per aver acceso un faro su una questione che, negli ultimi mesi, ha animato fortemente il dibattito politico e sociale della nostra città: il conflitto tra movida, attività commerciali e residenti.
Un confronto che, purtroppo, si è spesso trasformato in uno scontro, generando tensioni e atteggiamenti che non hanno giovato a nessuna delle parti in causa.
Ed è proprio da qui che bisogna partire: le soluzioni non possono essere imposte dall’alto, ma devono nascere da un confronto serio, democratico e, soprattutto, nel pieno rispetto delle leggi e dei regolamenti.
Caro Roberto, la tua proposta di trasferire la movida dal centro cittadino a un parco — un polmone verde di grande valore ambientale per Brindisi — è un tentativo apprezzabile, ma, permettimi, non affronta il problema alla radice.
È una soluzione che rischia di spostare il problema, non di risolverlo. Un po’ come curare una malattia complessa con un rimedio superficiale.
Il vero nodo è un altro: serve una visione chiara e complessiva sul ruolo e sulla funzione dei parchi cittadini.
Un parco non può essere ridotto a contenitore della movida. Un parco è, e deve restare, uno spazio multifunzionale: sociale, culturale, ambientale, ricreativo.
Per questo, come Casa dei Moderati, abbiamo già presentato al Sindaco 17 proposte — e altre ne arriveranno — tra cui una visione concreta sulla gestione dei parchi.
Abbiamo proposto la creazione di un ente di gestione dei parchi cittadini: un organismo autonomo, anche economicamente, capace di programmare, gestire e valorizzare questi spazi.
Un ente che possa:
organizzare attività culturali, musicali e ricreative,
prevedere aree dedicate alla ristorazione e ai servizi,
garantire manutenzione, sicurezza e vivibilità,
attrarre investimenti senza gravare sulle casse comunali.
L’obiettivo è semplice: far vivere i parchi, renderli luoghi attrattivi e dinamici, senza snaturarne la funzione.
Ma la vera sfida, a nostro avviso, è un’altra.
Se vogliamo davvero immaginare una nuova movida brindisina, dobbiamo avere il coraggio di guardare oltre.
Pensiamo, ad esempio, all’area dell’altra sponda del porto, la zona di Santa Apollinare: uno spazio che si presta naturalmente a diventare un polo dedicato all’intrattenimento, collegato via mare e via terra, dotato di parcheggi e libero da conflitti con i residenti.
Un luogo dove la movida possa esprimersi senza limiti, senza creare tensioni, senza generare quella contrapposizione che oggi viviamo nel centro cittadino.
Questo significa programmare, non rincorrere le emergenze.
Significa distinguere tra una movida “soft”, compatibile con il centro storico, e una movida più ampia e strutturata, da sviluppare in aree dedicate.
Per queste ragioni, pur riconoscendo la buona fede e l’impegno del consigliere Quarta, riteniamo che la proposta non vada nella direzione giusta.
E quindi, con rispetto per il lavoro svolto, ma con chiarezza politica, non possiamo condividerne i contenuti e le prospettive.
Maurizio COLELLA
Capo gruppo Casa dei moderati- Comune di Brindisi.