Ore 8.30 di stamattina: in contrada Montenegro non c’è l’ombra di un solo operaio nel cantiere per la realizzazione del collegamento ferroviario diretto tra la stazione centrale di brindisi e l’Aeroporto del Salento. Un fatto grave, tanto più perché conferma le nostra perplessità che nessuno – quando le abbiamo manifestate su Brindisitime – si è permesso di smentire. Un silenzio che ormai caratterizza grandi fette della “politica” che continua a tagliare nastri ed a fare sopralluoghi, con tanto di foto e filmati. Brindisi, lo abbiamo detto a gran voce, non ha bisogno di queste prese in giro o di queste ostentazioni di visibilità.
L’ultima volta che ci siamo occupati di quest’opera (collegamento ferroviario) così inutile quanto costosissima, è stato il 13 luglio quando a Brindisi è giunta la Presidente della V commissione consiliare della Regione Puglia Loredana Capone che si è recata proprio in contrada Montenegro dove noi oggi abbiamo trovato il deserto. Con l’esponente poltica ovviamente c’eranmo i rappresentanti di Rete Ferrroviaria Italia na che quest’opera dovrebbe realizzarla, ma che fino ad oggi si è solo ingarbugliata nelle procedure per l’aggiudicazione dell’appalto.
Ebbene, quel giorno la Presidente Capone ha dichiarato che il collegamento “prende forma” e che si tratta di “un’opera strategica per tutto il Salento”. Il tutto, per un costo di 160 milioni di euro, di cui 60 finanziati con il PNRR.
Restano inascoltate, però, le richieste di chiarimento che abbiamo rivolto agli addetti e ai lavori e che riproponiamo in questa sede:
Perché il costo dell’opera è passato da circa 60 milioni agli attuali 161 milioni di euro? Perché la conclusione dei lavori è ormai slittata al 2029 quando era prevista per fine 2026? Quali risorse sono realmente disponibili e quali devono ancora essere reperite? Perché si continua a realizzare un’infrastruttura ferroviaria senza spiegare quale sarà il rapporto con lo Shuttle, già progettato ai tempi del sindaco Mennitti e finanziato ai tempi del sindaco Consales con risorse pubbliche regionali per collegare lo stesso aeroporto dalla stazione del Perrino e i cui autobus dedicati sono da tempo acquistati e solo utilizzati dalla Stp per i crocieristi.
Si continua a celebrare l’apertura di un cantiere che, almeno per ora, riguarda poco più di cinquecento metri di una strada sterrata propedeutica alla futura posa dei binari e realizzata solo con la speranza di recuperare i 60 milioni di euro del PNRR.
Le opere strategiche si misurano sulla loro utilità, sulla sostenibilità economica, sulla trasparenza delle decisioni e sulla capacità di risolvere realmente i problemi dei cittadini, e non sul numero dei sopralluoghi.
Il punto continua ad essere un altro.
Ha senso investire oltre 160 milioni di euro per un collegamento ferroviario quando esiste già un progetto di Shuttle dedicato, anch’esso finanziato con denaro pubblico e ancora incompiuto? Per quale ragione due infrastrutture destinate allo stesso servizio dovrebbero convivere? Quali saranno i costi di gestione futuri? Quanti treni raggiungeranno realmente l’aeroporto e con quale frequenza? Sono domande che attendono ancora risposte.
Brindisi ha bisogno di chiarezza.
Prima delle fotografie sui cantieri servono dati, analisi, confronti pubblici e una visione complessiva delle infrastrutture della città e del loro rapporto con il Salento. E soprattutto servono cantieri aperti, non solo il giorno delle “fotografie”.