DOCUMENTO APPROVATO DALLA DIREZIONE PROVINCIALE E CITTADINA DEL MOVIMENTO
“CASA DEI MODERATI” Se si fosse trattato di un torneo di cuochi, la definizione più appropriata per descrivere l’attuale
situazione politica brindisina sarebbe stata quella di un grande minestrone. Oggi, infatti, non si
comprende più dove sia la maggioranza, dove sia l’opposizione, chi governi realmente la città
e chi invece dovrebbe esercitare il ruolo di controllo. Si assiste a un’opposizione interna alla
maggioranza e a una maggioranza interna all’opposizione, in un quadro che ha
progressivamente cancellato ogni riferimento politico chiaro e riconoscibile. La conseguenza di questa confusione è sotto gli occhi di tutti. Manca una visione strategica, manca una programmazione seria e, soprattutto, manca la capacità di affrontare
concretamente i problemi della città. Si continua a parlare di compensazioni, di progetti e di
prospettive future, ma senza indicare tempi certi e risultati tangibili. Si alimenta una narrazione
dello sviluppo che, allo stato attuale, appare più vicina agli slogan che alla realtà. Nel frattempo, però, l’economia cittadina continua a soffrire. Cresce la disoccupazione, aumentano le condizioni di disagio sociale e si assiste a un progressivo indebolimento del
tessuto economico e produttivo. Dove cresce la disoccupazione cresce inevitabilmente anche
la povertà e dove cresce la povertà diminuisce la capacità di attrarre investimenti e
opportunità di sviluppo. Per queste ragioni, chi oggi ricopre ruoli di responsabilità dovrebbe interrogarsi seriamente sul
proprio operato. Il tempo dei giochi di palazzo, dei tatticismi e delle manovre politiche fini a sé
stesse è finito da tempo. I cittadini chiedono risposte, non slogan; chiedono soluzioni, non
campagne di comunicazione. L’impressione sempre più diffusa è che l’azione amministrativa sia stata sostituita dal
marketing politico. Si moltiplicano annunci, dichiarazioni e iniziative mediatiche, ma i risultati
concreti continuano a non arrivare. La città ha bisogno di amministratori capaci di risolvere i
problemi, non di raccontarli. Da questa esperienza amministrativa la politica brindisina esce profondamente indebolita, sia
sotto il profilo dei contenuti sia sotto quello della credibilità. E proprio questa perdita di
credibilità rischia di alimentare ulteriormente il fenomeno dell’astensionismo, già oggi
particolarmente elevato. Sempre più cittadini non si riconoscono nelle proposte politiche
esistenti e scelgono di non partecipare al voto. Un dato che dovrebbe preoccupare tutti, perché una democrazia nella quale votano sempre
meno cittadini rischia di lasciare spazio esclusivamente a logiche di consenso legate agli
interessi particolari, al clientelismo e alle convenienze personali. In questo quadro assume particolare rilevanza quanto accaduto all’interno di Forza Italia. La
vicenda che ha coinvolto il capogruppo del partito rappresenta una delle manifestazioni più
evidenti della crisi politica che attraversa l’attuale maggioranza. La sua uscita non può essere
interpretata esclusivamente come una divergenza interna al partito, ma anche come il risultato
di una frattura politica maturata nel tempo con il sindaco e con l’impostazione complessiva
dell’azione amministrativa. Non può passare inosservato il fatto che il sindaco sia arrivato a contestare pubblicamente il
capogruppo della forza politica di maggioranza relativa, accusandolo di essere già proiettato
verso la prossima campagna elettorale. Un episodio che certifica l’esistenza di tensioni
profonde e di una coalizione ormai incapace di esprimere una visione condivisa e una
direzione politica chiara. Per queste ragioni viene rivolto un invito anche al parlamentare di collegio affinché assuma
fino in fondo le proprie responsabilità politiche. Nessuno mette in discussione il lavoro svolto
in alcune circostanze a livello nazionale per sostenere il territorio e intercettare risorse
importanti. Tuttavia, sul piano politico locale appare ormai evidente la necessità di una presa
di posizione chiara rispetto a una situazione che continua a deteriorarsi. L’attuale assetto politico nato dalle ultime elezioni appare ormai superato dai fatti. Gli equilibri
originari non esistono più e la città si trova governata da una coalizione che procede senza
una reale progettualità condivisa e senza obiettivi strategici comuni. In questa strana situazione politica ribadiamo che la collocazione della Casa dei Moderati e
quella di un area moderata e centrista . Per tale ragione, pur nel massimo rispetto personale e
politico nei confronti del Generale Roberto Vannacci e del movimento che a lui fa riferimento, escludiamo qualsiasi ipotesi di percorso amministrativo o di governo comune. Si tratta di una
scelta dettata da differenze culturali e politiche che rendono incompatibili eventuali alleanze, nel pieno rispetto delle reciproche posizioni. Tutte queste considerazioni, unitamente alla mancanza di una visione strategica, alla
confusione politica che caratterizza l’attuale amministrazione, all’assenza di risultati concreti
sui grandi temi dello sviluppo, del lavoro e della crescita economica della città, portano la Casa
dei Moderati a ribadire con fermezza e in maniera irrevocabile la propria scelta di collocarsi
all’opposizione di questa maggioranza di governo. Una scelta coerente, responsabile e necessaria nell’interesse della città, nella convinzione che
Brindisi abbia bisogno di una nuova stagione politica fondata sulla chiarezza, sulla
competenza amministrativa, sulla responsabilità e sulla capacità di affrontare concretamente i
problemi del territorio. Per Noi l’esperienza Marchionna e’ un capitolo chiuso. Brindisi non ha bisogno di slogan, ma di risultati. Non ha bisogno di propaganda, ma di
governo. Non ha bisogno di ambiguità politiche, ma di una guida capace di indicare una
direzione chiara e credibile per il futuro.
CASA DEI MODERATI
Segr. Prov. Claudio Niccoli
Segr. Citt. Valentino Mele