CONSIGLIO COMUNALE – L’INTERVENTO DELL’ AVV. LOMARTIRE

Ecco l’intervento dell’avv. Carmela Lomartire:

Presidente, signor Sindaco, colleghi consiglieri,
ma soprattutto cittadini e cittadine,
devo innanzitutto confessare che tornare in quest’aula a distanza di poco più di due anni mi provoca emozione e mi fa sentire ancor di più il peso delle responsabilità che ricadono sulle spalle di un sindaco, di un assessore o anche di un consigliere comunale, sia pure di opposizione.
Le dico subito, signor Sindaco, che proverò a mettere a disposizione della città tutta la mia esperienza e lo farò senza barriere ideologiche e soprattutto senza far pesare la distanza che obiettivamente esiste tra chi è chiamato a governare e chi, invece, dai banchi dell’opposizione deve proporre, ma allo stesso tempo controllare l’operato della maggioranza
Ma non può né deve essere un gioco di ruoli altrimenti si rischia di cadere in quello che è mestiere, nella vecchia politica ormai invisa a tutti e non lavorare nel reale interesse della città.
Ora, a questo punto, si dovrebbe discutere delle linee programmatiche perché è questo il momento in cui il sindaco con la sua giunta presenta quello che è il progetto di città che si vuole realizzare, quello che è il modello di sviluppo che si intende portare avanti, quelle azioni che in cinque anni (tanto dura una legislatura) porteranno a realizzare il programma elettorale che è stato sottoposto ai cittadini .
E devo anche confessare che questo era l’approccio, queste erano le intenzioni e per questo sarei voluta intervenire compiutamente sul contenuto delle sue dichiarazioni programmatiche, ma non posso farlo perché il carteggio non è stato messo a disposizione dei consiglieri comunali in tempo sufficiente per poterlo esaminare compiutamente.
Solo dopo la mia richiesta di accesso agli atti sono state consegnate le linee programmatiche da Lei sottoscritte.
Mi permetto di far notare, in ogni caso, che le sue linee programmatiche sono nient’altro che una riproposizione del suo programma elettorale .
In altri tempi, il consigliere comunale di opposizione Riccardo Rossi avrebbe stigmatizzato questi ritardi e questi comportamenti. Io mi limito a dire che ci saranno altre occasioni per discutere e per entrare nel dettaglio dei singoli argomenti. D’altronde, vista la mancanza degli atti, vista la mancanza di ogni risposta, io da questa seduta non mi aspettavo nulla, spero, però, di vedere degli atti quanto prima, atti seri, perché ci devono essere atti per indirizzare un programma .
Quanto accaduto, però, è contro lo stesso principio di trasparenza punto cardine del suo programma e delle sue linee programmatiche: non basta parlare e dire e scrivere di bilancio partecipato, di trasparenza con tutte le belle parole che i politici (magari anche gli avvocati, lo dico io per prima) sanno usare. Bisogna dimostrarlo con i fatti. Ed i fatti hanno dimostrato che la documentazione non è stata consegnata nei termini regolamentari ed i fatti mi stanno facendo attendere una riposta ad una richiesta da me protocollata lo stesso giorno delle nomina e che in verità attendevo anche da prima. A tal proposito chiedevo informazione in merito alla questione dei lavoratori della mensa. Attendo una risposta e con me la attendono oltre cinquanta famiglie. Le riformulo adesso la domanda alla quale non ho avuto riposta “Mi garantisce Lei Sindaco e la Sua amministrazione piena tutela ai lavoratori? Mi garantisce ogni intervento per evitare che questi subiscano un peggioramento delle loro condizioni contrattuali? Ho chiesto questo, ho chiesto chiarimenti e documentazione in merito ad un debito fuori bilancio di € 15.000,00 euro. L’ho chiesto giorno 2 non ho ancora ricevuto risposta.
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Ci saremmo ancora aspettati che, alla semplice enunciazione dei problemi ed alle soluzioni prospettate si aggiungesse anche la fattibilità degli interventi dal punto di vista finanziario.
Senza questi, le enunciazioni sono proclami e non progetti perché adesso ci si deve dire come questi progetti possono essere realizzati, quali sono gli interventi finanziari e la fattibilità degli stessi. Vuole un esempio che potrebbe sembrare di poco conto (che poi di poco conto non è perché se si sbaglia sulle piccole cose, figurati sulle grandi cosa può accadere!!!) ma che dà esatto il senso di quello che io dico? Negli interventi sul randagismo Lei dice che per i cittadini che adotteranno un cane ci sarà l’esenzione della Tari. Ora, mi spiega come lo farà visto che la Tari deve coprire l’intero servizio ed è divisa fra tutti gli utenti? Aumenterà – ammesso che lo possa fare – il coefficiente di costo di qualche altro cittadino? E quale sarà la categoria danneggiata? e quanti saranno questi cittadini e quale sarà l’impatto?
Ma soprattutto non ho reperito da nessuna parte gli interventi che volete porre in essere, e nelle linee programmatiche io me lo attendevo, anche perché successivo agli equilibri di bilancio del 31 luglio dal quale, ad occhi attenti, non può sfuggire la difficoltà dell’Ente, per riparare ad un bilancio asfittico per uscire dal quale dovranno necessariamente essere reperite grosse somme (e parlo di milioni di euro) per sostituire voci di entrata che non appaiono in alcun modo praticabili in tempi accettabili.
Ci dica compiutamente, signor sindaco, dove intende recuperare queste somme, in quali settori vuole operare dei tagli. Ci ribadisca che non ci saranno aumenti nella tassazione a carico dei cittadini, che non saranno tagliati servizi essenziali per il cittadino, che non saranno sacrificate le politiche di rilancio dell’immagine di questa città.
Nel 2012, quando si insediò l’Amministrazione in cui ho ricoperto l’incarico di assessore al Bilancio, furono risanati i conti del Comune andando a far pagare l’ICI a chi, come l’Enel, per anni aveva goduto di un inspiegabile trattamento di favore. Ed ancora il settore finanziario recuperò tanti crediti anche da parte degli altri comuni che conferivano nelle discariche, controllammo a tappeto le società recuperando milioni di euro. In pochissimo tempo recuperammo oltre 23 milioni di euro che ci permisero di affrontare anche spese che si erano incancrenite. Fu una operazioni importante e ricordo anche la sua onestà intellettuale nel farci i complimenti dai banchi dell’opposizione.
Adesso le chiedo di mettermi in condizione di ricambiare il suo gesto di cortesia e le garantisco che sarò altrettanto onesta. Vorrei farle i complimenti per le soluzioni che riuscirà ad adottare per riportare a posto i conti del Comune.
Mi permetto però di darle un consiglio. Provi a vincere la resistenza degli uffici comunali, metta mano alle tantissime realtà – grandi realtà – che ancora sfuggono alla tassazione comunale. Individui un sistema per capire realmente dove si annidano le sacche di brindisini che ancora non pagano la tassa sui rifiuti, rimetta in marcia il settore urbanistico per far “fare cassa” al Comune con le tante pratiche che giacciono sulle scrivanie di impiegati e tecnici troppo impegnati a svolgere mansioni extra, come progettazioni e direzioni dei lavori.
Occorrono scelte forti e coraggiose anche per l’effettiva valorizzazione del patrimonio immobiliare. Cancelli definitivamente l’idea – balenata nei mesi scorsi in questo palazzo – di privarsi di vecchie scuole inutilizzate. Le trasformi in luoghi di aggregazione per i quartieri, utilizzando il sistema dell’autogestione. Penso ad un centro anziani nel rione Commenda nell’edificio scolastico di via Sardegna. Penso ad un altro centro anziani nel rione Paradiso nel prefabbricato dell’Asl. Penso ad una struttura per il quartiere nell’ex edificio scolastico del rione Perrino. Attivi il sistema delle permute se vuol far risparmiare denaro alle casse comunali.
Ci proponga, insomma, la sua idea di città e noi la valuteremo con grande onestà intellettuale. Mi faccia e ci faccia capire se il Riccardo Rossi che ricordo sui banchi di opposizione è lo stesso che oggi è chiamato a guidare la città.
Il primo esempio – me lo consenta – non è andato in questa direzione. La ricordo in prima fila e tra gli ispiratori dei “mille di corso Garibaldi” quando l’Amministrazione Comunale nel 2012 decise di riaprire al transito proprio corso Garibaldi. Oggi leggo che lei non è più di questo avviso, che è pronto al dialogo con i commercianti e il corso – sia pure a fasi alterne – può rimanere aperto al traffico delle auto.
Ecco perché vogliamo capire di più. Le consiglio di dettare le regole quanto prima possibile e soprattutto prima che lei finisca inevitabilmente nel turbine della quotidianità in cui si ritrova un sindaco di una città difficile come Brindisi.
Buon lavoro signor sindaco, buon lavoro a Lei ed alla sua squadra e buona fortuna alla mia città.

 

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