“Oggi, il Consiglio regionale della Puglia ha vissuto una delle sue pagine più buie, un incontro in cui le giustificazioni per il buco di 369 milioni e l’aumento dell’IRPEF hanno preso il sopravvento. Invece di affrontare le reali responsabilità, il dibattito si è trasformato in un continuo rimpallo di colpe, con il Governo nazionale indicato come capro espiatorio, mentre gli sprechi locali – come l’ospedale in Fiera e i costi delle Sanitaservice – sono stati del tutto ignorati.
“Avremmo desiderato un’ammissione sincera delle scelte sbagliate fatte nel corso degli anni. L’assenza di programmazione e le riforme mai realizzate sono evidenti, e la situazione degli ospedali è al collasso. La salute dei cittadini dovrebbe essere una priorità, ma oggi non abbiamo visto la volontà di affrontare i problemi in modo diretto.
“Rimaniamo in attesa del piano operativo 2026/2029 da parte dell’assessore. Saranno finalmente tagliati i rami secchi? Ci sarà un riorientamento degli ambiti di competenza delle ASL e dei distretti? L’accordo con i medici di medicina generale, attualmente sospeso, sarà rivisto? E ci sarà un vero progetto di rifondazione del 118?
“In particolare, è urgente intervenire sul nuovo ospedale Monopoli-Fasano. Ho atteso in maniera opportuna, ma sono trascorsi più di 30 giorni dall’apertura, e sebbene si sia superato il periodo di rodaggio, le criticità rimangono molteplici. Ora voglio chiarezza sui tempi certi per la piena funzionalità di una struttura nata per garantire i LEA e curare le patologie tempo dipendenti. Ma con questo passo la mia preoccupazione resta alta. Un servizio trasfusionale in una struttura che gestisce circa 150 accessi giornalieri al pronto soccorso, con cinque branche chirurgiche, deve essere attivo H24. Non è accettabile dover trasferire l’auto medica continuamente al Di Venere di Bari per recuperare le sacche di sangue, con conseguenze dirette sulla sicurezza dei pazienti e sull’aumento delle spese.
“Inoltre, la gestione della manutenzione degli impianti tecnologici è ancora indefinita. È inaccettabile che un ospedale aperto da oltre un mese non disponga di un servizio di manutenzione attivo. Ho ricevuto segnalazioni di interruzioni di energia che hanno causato situazioni critiche, e non sono certo queste le uniche problematiche da risolvere.
“Basta con gli slogan e i numeri altisonanti riguardo all’abbattimento delle liste d’attesa. La realtà dice altro: un’uroflussometria nel 2028, una cataratta nel 2030. I cittadini meritano di più. È tempo di agire con responsabilità e concretezza, non solo di parlare.”