Medicina Democratica Puglia esprime soddisfazione per la riapertura del Consultorio familiare del quartiere Paradiso, rimasto chiuso per quasi dieci anni. Restituire ai cittadini un presidio territoriale è certamente una buona notizia.
Apprende, però, che questa riapertura coincide con la chiusura del Consultorio del Centro, in Piazza Di Summa. I trasferimenti di arredi e attrezzature sono già in corso, come comunicato dalla stessa ASL attraverso un post pubblicato il 7 luglio.
Brindisi ha sempre potuto contare su tre consultori familiari – Centro, Sant’Elia e Paradiso – per garantire gratuitamente servizi fondamentali di prevenzione, promozione della salute, tutela della donna, della maternità, della salute sessuale e riproduttiva e della famiglia, grazie al lavoro di équipe multidisciplinari composte da psicologi, assistenti sociali, ginecologi, ostetriche e altri professionisti.
I consultori sono servizi pubblici gratuiti e rappresentano uno dei pilastri della sanità territoriale. Svolgono un ruolo essenziale nell’accompagnare le donne, i giovani, le coppie e le famiglie, offrendo sostegno sanitario, psicologico e sociale e intercettando precocemente situazioni di disagio e fragilità. Sono presìdi particolarmente importanti per le persone più vulnerabili, che spesso hanno maggiori difficoltà ad accedere ad altri servizi sanitari.
Per questo ritiene che la vera buona notizia sarebbe stata il ripristino della rete completa dei tre consultori cittadini, non la sostituzione di una sede con un’altra. Il Consultorio di Piazza Di Summa è infatti il presidio più grande e più facilmente raggiungibile anche a piedi dai residenti del centro e dei quartieri limitrofi, particolarmente popolosi.
Secondo quanto riportato dagli organi di informazione, la decisione sarebbe motivata dalla necessità di destinare i locali del Di Summa ai servizi di reumatologia e fisioterapia dedicati alle pazienti oncologiche. Si tratta di servizi importanti, che meritano di essere potenziati, ma ciò non può avvenire sottraendo spazi e funzioni a un altro servizio altrettanto essenziale. È legittimo chiedersi se non fosse possibile individuare una diversa collocazione.
Se, invece, la scelta fosse dettata dalla carenza di personale, ricorda che questa criticità si affronta attraverso un’adeguata programmazione e una diversa organizzazione delle attività, prevedendo la presenza degli operatori su più sedi, come già avviene per molti altri servizi territoriali e ospedalieri della provincia.
Non può quindi considerare questa operazione un successo. Se per riaprire un consultorio è necessario chiuderne un altro, il risultato non è un potenziamento della rete dei servizi, ma il suo depotenziamento. Una comunità non guadagna un presidio sanitario quando ne perde un altro: si limita a spostarlo, riducendone l’accessibilità e creando nuove difficoltà proprio per quella parte della popolazione che più necessita di servizi pubblici gratuiti e di prossimità.
Medicina Democratica Puglia chiede alla Direzione della ASL Brindisi e alla Regione Puglia di chiarire le ragioni di questa scelta e di individuare una soluzione che consenta di mantenere pienamente operativi tutti e tre i consultori cittadini. Rafforzare la sanità territoriale significa ampliare i servizi e renderli più accessibili, non sostituire un presidio con un altro.
La tutela della salute delle donne, delle famiglie e dei cittadini passa anche dalla difesa della rete consultoriale pubblica, che deve essere rafforzata e non ridimensionata.
Gino Stasi
Medicina Democratica Puglia