Di Cesare: «Brindisi deve essere riconosciuta area di crisi
complessa, con strumenti straordinari e una visione industriale
all’altezza delle sfide della transizione»
In queste settimane, le preoccupazioni legate all’andamento delle
crisi industriali nei settori della chimica, dell’energia e della
farmaceutica tendono ad aumentare man mano che si avvicinano
scadenze decisive e possibili punti di non ritorno.
Da tempo le questioni vengono affrontate prevalentemente come
vertenze delle singole realtà aziendali, in particolare nella filiera
degli appalti, con il rischio concreto che lavoratrici e lavoratori
soccombano in una sorta di spezzatino delle tutele e dei diritti. Pur
riconoscendo il ruolo e lo sforzo di Sepac, che dovrà continuare a
gestire le singole vertenzialità con il contributo delle categorie
sindacali di riferimento, la Cgil di Brindisi avverte la necessità di un
livello di intervento superiore e complessivo.
È da tempo, infatti, che richiediamo il riconoscimento di Brindisi
come Area di crisi industriale complessa, la possibilità di definire
un Accordo di programma complessivo, il bisogno di ammortizzatori
sociali straordinari e universali, nonché una gestione generale
connessa a una visione complessiva di come dovranno svilupparsi, in
futuro, i settori della chimica, dell’energia e della farmaceutica.
Per queste ragioni riteniamo importante il prosieguo con urgenza
del lavoro del tavolo ministeriale sull’Accordo di programma, ma
riteniamo altrettanto necessario che il governo regionale, a partire
dalla Regione Puglia e dall’assessorato allo Sviluppo economico, si
misuri con la necessità del territorio brindisino di rimanere centrale
nelle politiche industriali del Paese e dell’Europa, con l’obiettivo di
salvaguardare l’occupazione attuale e di traguardare una maggiore
e migliore occupazione per il futuro.
Avere un tavolo regionale su Brindisi, dedicato esclusivamente a
questi temi, può consentire all’unità delle lavoratrici e dei
lavoratori di sviluppare politiche industriali e di crescita adeguate e
coerenti con la transizione ambientale.
Massimo Di Cesare
Segretario generale
Cgil Brindisi