CARO CARBURANTI: PER L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE “DALLA PARTE DEL CONSUMATORE” “IL TAGLIO DELLE ACCISE PER SOLI 20 GIORNI È UNA MISURA INSUFFICIENTE E TEMPORANEA. SERVE UN INTERVENTO STRUTTURALE”.
All’indomani della riunione straordinaria del Direttivo Nazionale, convocata d’urgenza per analizzare l’escalation dei prezzi dei carburanti, l’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” ha inviato una richiesta formale alla Presidente del Consiglio dei Ministri, on. Giorgia Meloni, ed al Ministero dell’Economia e delle Finanze, on. Giancarlo Giorgetti, chiedendo la riduzione immediata delle accise sui carburanti al fine di tutelare il potere di acquisto dei consumatori.
A distanza di qualche ora, nella tarda serata del 18 marzo, si è riunito il Consiglio dei Ministri che ha adottato un taglio temporaneo alle accise della durata di soli 20 giorni.
Tale misura non è stata accolta favorevolmente dall’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore”, dato l’efficacia estremamente limitata a livello temporale.
“Da un lato, siamo soddisfatti, in quanto la misura del taglio delle accise, che avevamo chiesto formalmente al Governo, è stata adottata” – afferma l’avv. Emilio Graziuso, Presidente Nazionale Associazione “Dalla Parte del Consumatore” – “da altro lato, però, riteniamo che sia un intervento troppo circoscritto a livello temporale, della durata di soli 20 giorni, e che, quindi, non sia idoneo a fronteggiare la grave situazione economica nella quale vertono i consumatori italiani”.
Nella richiesta formale inoltrata alla Presidente del Consiglio ed al Ministro dell’Economia e delle Finanze, infatti, l’Associazione aveva evidenziato con forza la profonda preoccupazione per il costante ed insostenibile aumento dei prezzi dei carburanti, sottolineando l’impatto devastante sul potere di acquisto dei cittadini, già eroso da una inflazione persistente.
“Dalla Parte del Consumatore” aveva, inoltre, posto l’accento sulla “doppia stangata” che le famiglie italiane hanno avuto negli ultimi giorni dall’aumento del costo del carburante: la prima al momento del rifornimento e la seconda sugli scaffali dei supermercati.
L’aumento dei costi del carburante, infatti, non ha tardato a trasferirsi sul prezzo dei beni di prima necessità, a partire dai generi alimentari, dato che, nel nostro Paese, la distribuzione degli stessi avviene prevalentemente attraverso trasporto su gomma.
Per l’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” i cittadini hanno bisogno di stabilità a livello economico o, quanto meno, di punti fermi ed una misura limitata ad un arco temporale di soli 20 giorni non è in grado di fornire tale garanzia.
Tra qualche settimana, infatti, i consumatori saranno nuovamente esposti al rischio di nuovi rincari del carburante, stante lo scenario internazionale drammatico che, purtroppo, sembra destinato a durare.
“Ridurre le accise per soli 20 giorni – prosegue l’avv. Emilio Graziuso – appare più come un gesto simbolico che come una soluzione concreta.
Una misura così limitata nel tempo non è in grado di incidere strutturalmente sulla spirale inflazionistica né di offrire una reale boccata di ossigeno ai bilanci familiari, che necessitano di stabilità e certezze”.
Ma c’è un altro aspetto che preoccupa l’Associazione “Dalla Parte del Consumatore”.
“Oltre al timore che il provvedimento del Governo possa generare unicamente un “effetto annuncio”, senza benefici protratti nel tempo, data la durata estremamente breve dello stesso – afferma l’avv. Emilio Graziuso – non possiamo fare a meno di notare, con una certa perplessità la coincidenza temporale tra l’adozione della misura in esame e l’imminenza della consultazione referendaria.
Ci auguriamo che le politiche a tutela dei consumatori non diventino un mero strumento di consenso a breve termine, ma siano il frutto di una visione strategica per il bene del Paese”
“Dalla Parte del Consumatore” chiede, quindi, all’Esecutivo di riconsiderare la durata del provvedimento e di tagliare le accise, se non permanentemente quantomeno in modo protratto nel tempo, al fine di frenare questa pericolosissima spirale inflazionistica.
L’Associazione – oltre ad annunciare che, in assenza di misure durature, valuterà ulteriori iniziative a tutela dei consumatori – chiede al Governo di aprire un tavolo di confronto per studiare interventi strutturali volti a sterilizzare gli effetti delle fluttuazioni dei mercati energetici sui prezzi finali al consumo, avvertendo che la stessa continuerà a monitorare, in modo costante, la situazione ed a farsi portavoce delle istanze dei cittadini, auspicando un cambio di passo da parte dell’Esecutivo.
“La tutela del potere d’acquisto e la garanzia di un tenore di vita dignitoso per tutti i consumatori rimangono le nostre priorità assolute e riteniamo che esse non possano essere subordinate a scadenze temporali così restrittive.
Come abbiamo già evidenziato formalmente al Governo: la riduzione delle accise non rappresenta per l’erario un costo ma un investimento.
Essa, infatti, sostiene i consumi, contiene l’inflazione e protegge la coesione sociale del Paese” conclude l’avv. Graziuso.