D’ERRICO: LA VICENDA-BORRI UNA CILIEGINA SULLA TORTA… ROSSI PROMETTE E NON MANTIENE

“Unfit” è un film del 2020 che descrive come Donald Trump sia inadatto (unfit) in quanto affetto da sindrome di “narcisismo maligno” che lo porta ad una strategia di comunicazione aggressiva e compulsiva respingendo le ricostruzioni e le opinioni che non siano le sue.
Il nostro non arriva a tanto ma l’arroganza politica e la mancanza di rispetto non gli difettano.
Manca di rispetto alla città ed a chi lo ha votato quando difende l’investimento di A2A mentre il programma elettorale con cui è stato eletto a pagina 7 era scritto: “Siamo contrari a impianti di incenerimento dei rifiuti, sia civili che industriali, e alla proposta di A2A di realizzare nel sito di Costa Morena un impianto di compostaggio. Tale sito deve invece essere utilizzato per lo sviluppo delle attività portuali e retroportuali, e della istituenda ZES”.
Cosa è cambiato?? Non abbiamo più bisogno di attività portuali e retroportuali? non abbiamo più bisogno di opportunità di lavoro? sono sufficienti quei pochi che garantirà la A2A con il suo progetto? Ha un’idea di porto che ha dimenticato di comunicarci? Forse se ne è dimenticato come si è dimenticato di spiegare la sua idea di porto al rappresentante (ing. Lonoce), da lui nominato in seno all’autorità di sistema, e che alla fine lo ha mandato garbatamente a quel paese.
Si era anche dimenticato di avvisare l’arch. Roberta Lopalco che aveva deciso di sostituirla in giunta. Per fortuna la Lopalco legge i giornali!!!!
È arrogante quando si precipita all’inaugurazione dopo i lavori recupero di parte Castello Alfonsino per attaccare la ex soprintendente, oggi segretario regionale del ministero dei Beni culturali, Maria Piccarreta, e non per partecipare alla restituzione di un suo gioiello, alla città.
È arrogante quando pensa di poter chiedere al dirigente di esprimere parere favorevole ad un bilancio di previsione farlocco senza avere uno straccio di documento a certificare il milione di euro di contributo AGER per la discarica di Autigno.
Gli manca il rispetto delle norme quando, benché avvisato, nomina comunque dirigente dei servizi sociali del Comune di Brindisi il segretario generale della Provincia, dott. Moscara; per incassare, oggi, una clamorosa sberla.
Come quella che riceve dal mondo imprenditoriale quando a Natale chiede un contributo alle imprese per l’allestimento delle luminarie e non ottiene un euro; nonostante nella zona industriale di Brindisi insistano oltre dieci multinazionali e molte altre PMI. Solo una, la Ria Grant Thornton SPA, fa un atto di generosità; ne è partner responsabile dell’ufficio di Bari, l’amministratore unico della nostra BMS. Sarà un caso?!!
Manca, ancora, il nostro quando, invece di spiegare che fine abbiano fatto il Piano Urbanistico Generale, il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) dopo che per quest’ultimo sono stati fatti affidamenti per circa 130mila euro.
Colto da annuncite acuta si spertica nel prefigurare prima 250 milioni di euro dai CIS con Barbara Lezzi, poi 80 milioni con il ministro Provenzano; oggi non si sa quanti; ma vanta la possibilità di incassare approvazione e soldi!!
Questo mentre ancora deve spiegare che visione ha della città pur compulsato dalla classe imprenditoriale che gli chiede di aprire un dibattito sul futuro dell’area industriale brindisina e quindi sulla questione occupazionale.
Si dispera per la perdita di posti nel comparto aeronautico ma ancora deve illustrare con quali strumenti e progetti intende affrontare la sfida/opportunità del PNNR.
Ancora, è arrogante, ed anche un po’ patetico, quando chiama l’aiuto da casa di papà Emiliano per difendersi dal Ministro della Transizione Ecologica che inopinatamente si è permesso di dare parere favorevole all’impianto di Edison. Dimenticando di aver collezionato, non una sberla, ma un vero knockout, quando a luglio dello scorso anno, in Consiglio Comunale, è mancato il numero legale proprio sulla questione Edison e proprio grazie all’uscita dall’aula di componenti importanti della sua maggioranza. E ricordiamo che il Consiglio Comunale è il massimo organo rappresentativo della comunità e interprete dei bisogni della domanda sociale.
Forse se avesse aperto un tavolo regionale sulla questione energetica, invece di crogiolarsi nell’indolenza e senza sperare nella manina, sino ad oggi mai generosa nei confronti di Brindisi, di Emiliano, potremmo raccontare un’altra storia.
Perchè? Perchè papà Emiliano ha tanti figli cui pensare; ne ha ad Acquarica del Capo (Rocco Palese) ne ha a Nardò (Pippi Mellone). Figurarsi se ha tempo di pensare a Brindisi.
Ultima “ciliegina sulla frittata” il no del Prof. Borri al progetto della Batteria Menga.
In verità non è la prima volta che il Prof. esprime parere negativo ad una delibera di giunta proposta alla chetichella. Ha sempre rivendicato la necessità di una condivisione preventiva dei progetti che invece arrivavano già preconfezionati sul tavolo della giunta; della serie con me o contro di me. Un metodo irrispettoso del ruolo degli assessori.
Altro recente caso, per il quale è mancata la condivisione, quello del “glamping”, l’area di sosta camper e campeggio smart, che, senza aver prima coinvolto Urbanistica, è stato immaginato e progettato a Sbitri e poi spostato nei pressi della spiaggia della Polizia.
Ed in questa situazione paradossale e grottesca, in cui ognuno va per la sua strada senza un coordinamento e senza un “capo”, l’unico che sembra avere una visione della città è proprio il Prof. Borri.
E su tutto questo c’è un silenzio agghiacciante del partito che in questa amministrazione rappresenta la maggioranza. Cosa ne pensa il PD cittadino, cosa ne pensano i suoi Consiglieri, cosa ne pensa chi è seduto in Giunta? Tutto bene??!!!
Una preghiera: la smetta, il nostro, di vendere la fontana di Trevi e pensi alla città, ai suo cittadini, agli ultimi, che di progetti non si campa.
Altrimenti lo dica chiaro: I’m Unfit

Cristiano D’Errico

PS
Più di un amico mi ha consigliato di non scrivere articoli come questo; dicono che sono rancorosi.
Ebbene si! C’è in questo articolo il rancore; un sentimento di sdegno, un risentimento profondo che nutro nei confronti di chi promette e non mantiene.

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