Domenica si vota per il rinnovo del consiglio provinciale. Ancora uno schiaffo ala democrazia. Lunedì i risultati
Ancora una volta parliamo di uno schiaffo alla democrazia. I cittadini a casa mentre i “politici” si votano tra loro. E’ il frutto dell’assurda Legge Delrio, che ha depauperato la ricchezza delle Province. Sono 352 consiglieri comunali di tutto il territorio provinciale, infati, coloro che si recheranno alle urne domenica prossima, 8 gennaio, per eleggere il nuovo consiglio provinciale di Brindisi. Si voterà dalle ore 8.00 alle ore 20.00 di domenica e i risultati saranno resi noti il giorno dopo perché lo spoglio delle schede avverrà lunedì mattina. Sono due le liste dei candidati in campo: Uniti per Brindisi, che rappresenta quella del presidente Maurizio Bruno, che resta ancora in carica per due anni, con l’unione tra Pd e Forza Italia, e Terra di Brindisi che raggruppa i centristi. Bisogna eleggere 12 nuovi consiglieri che resteranno in carica per il prossimo biennio. Le Province, ricordiamo, sono state svuotate di parecchie funzioni, pur se il NO al Referendum del 4 dicembre ha decretato la continuità amministrativa dell’Ente. Tutto questo conferma la stortura di una legge, quella della Delrio, che ha precorso troppo i tempi, visto il risultato della consultazione referendaria, danneggiando non solo i dipendenti di tutte le Province, non solo gli tenti, ma anche i lavoratori delle varie società partecipate collegate ai vari enti. Scorrendo le liste dei candidati, si può notare come dei consiglieri uscenti solo quattro abbiamo deciso di riprovarci, tutti della lista del presidente Bruno. Si tratta di Giovanni Barletta di Villa Castelli (vicepresidente uscente), Angelo Presta di Sandonaci, Giuseppe Cavallo di Francavilla e Domenico Tanzarella di Ostuni. Un plauso a loro perché credono nel ruolo istituzionale, ur senza rimborsi, ma un chiaro segnale da parte degli altri otto consiglieri uscenti che fa capire come le Province non servano più a nulla. Purtroppo.