Don Cosimo Posi ha presentato il suo libro “Quel che resta dell’Evangelo”


​«C’è ancora futuro per il Cristianesimo? Sì, se saprà riconoscersi solo come un evento di fede sorprendente e paradossale». È intorno a questo interrogativo cruciale che si è sviluppata la presentazione del libro “Quel che resta dell’Evangelo”, Fotogrammi da una fede “altra”, scritto da don Cosimo Posi e ospitato presso la terrazza dell’Accademia degli Erranti, ex Convento delle Scuole Pie. L’appuntamento, inserito nel programma di Brindisi città che legge, è stato promosso dall’A.p.s. Brindisi e le Antiche Strade insieme alla Feltrinelli Point Brindisi. ​Don Cosimo Posi, presbitero e docente di ecclesiologia, ha dialogato con Giancarlo Canuto, docente di religione cattolica. ​Arricchito dalla prefazione dell’Arcivescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia, il volume offre uno sguardo profondo capace di parlare sia a chi vive con fatica la propria appartenenza alla Chiesa, sia a chi, da una prospettiva laica, continua a interrogarsi sul destino spirituale e culturale dell’Occidente. L’intento dell’autore è riscoprire il Vangelo come uno spazio di autentica libertà interiore e di resistenza etica. Un invito a ritornare all’essenziale perché il Cristianesimo è prima di tutto una fede, non una religione e non morirà se saprà ritrovare la sua vera anima. La Chiesa, sottolinea il testo, deve ripartire dalla forza del Vangelo, perché “la religione senza fede si riduce a folclore”. ​Di fronte al progressivo declino del Cristianesimo occidentale segnalato da studiosi e osservatori, le pagine di don Cosimo offrono chiari “fotogrammi” di rinascita. La via per rigenerarsi c’è, ma richiede il coraggio di spogliarsi delle incrostazioni storico-culturali che ne hanno appesantito il cammino nel tempo, per ritornare alla radice generativa di tutto: l’esperienza spirituale del profeta di Nazaret e la carica messianica della sua testimonianza. Anna Consales

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