DUE I BRINDISINI ARRESTATI A PIEVE DI CADORE PER L’ESPLOSIONE DELLA PIZZERIA “MORDI E FUGGI”

Dichiarazioni incongruenti e filmati delle telecamere di videosorveglianza hanno portato gli inquirenti sulle tracce dei colpevoli dell’esplosione della “Mordi e fuggi” di Pieve di Cadore avvenuta due mesi fa dove rimase ferito il brindisino 21enne Pasquale Ferraro. E sarebbe proprio lui, insieme Fabio Laritonda, 40enne brindisino e il napoletano, Giuseppe Lauro, 57enne entrambi ormai residenti a Cadore da molti anni uno dei tre complici dell’atto criminoso. I tre sono stati arrestati questa mattina dai carabinieri di Cadore e il Nucleo Operativo di Cortina d’Ampezzo. Sono accusati di concorso in incendio doloso aggravato dall’esplosione. Il 21enne è stato raggiunto dall’avviso di custodia cautelare a Bari, in ospedale dove è ancora ricoverato presso il policlinico perché scagliato dall’onda d’urto dell’esplosione fuori dal locale con ustioni gravi, gli altri due indagati erano a piede libero nella città di residenza. Furono sospettati subito, il ferito ancora cosciente chiedeva di un certo Fabio all’arrivo dei soccorritori, poi fu ricoverato in prognosi riservata, sui suoi vestiti tracce di benzina la stessa usata per dare fuoco al locale, che esplose a causa dei vapori sprigionati dal materiale incendiario prima che Ferraro si potesse mettere in salvo. Gli alibi forniti non convinsero mai gli inquirenti, e infine ci sono le immagini di videosorveglianza del luogo e i tabulati telefonici a incastrare i tre. Ferraro è l’unico ad aver raggiunto Pieve di Cadore, probabilmente per questo scopo. Resta da chiarire il movente.

 

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