ECCO GLI AIUTI CHE PUO’ DARE LA CHIESA NEL BRINDISINO

L’Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni continua a seguire l’evolversi della situazione e attraverso il lavoro nascosto dei suoi sacerdoti è impegnata a sostenere e confortare in vari modi tutte le comunità. A quest’opera pastorale desidera aggiungere anche l’aiuto materiale in alcuni modi definiti questa mattina da un’apposita commissione. In dialogo con l’ospedale “Perrino” di  Brindisi e con quello di Ostuni si è deciso di donare ai suddetti ospedali 1000 camici monouso per medici e personale ospedaliero ed è a disposizione, attendendo indicazioni dall’ospedale di Brindisi, per l’acquisto di respiratori per la terapia intensiva.

Nella lettura delle emergenze determinate dalla pandemia sul territorio, inoltre, ha voluto continuare a stanziare, come ogni anno, le misure anticrisi per i beni di prima necessità verso le Caritas parrocchiali, le quali, su invito pressante dell’Arcivescovo, devono organizzarsi (se già non lo hanno fatto) per agire in collaborazione con le singole istituzioni comunali dei paesi e delle città della Diocesi.

Per ampliare la somma che verrà erogata dalla Conferenza episcopale italiana, inoltre, l’Arcidiocesi brindisina ha messo a disposizione il fondo di emergenza di propria competenza, costituito con l’accantonamento annuale ed ha riservato 3 strutture recettive per l’accoglienza di operatori sanitari. In particolare, 20 stanze arredate e pronte per l’uso sono presso il centro di spiritualità attiguo al Santuario “Santa Maria Madre della Chiesa” (Brindisi) per gli operatori sanitari dell’ospedale “A. Perrino di Brindisi”; 2 stanze con quattro posti letto sono presso la “Casa di Zaccheo” (Mesagne,) per gli operatori sanitari che lavorano al reparto “Covid-19” dell’ospedale “C. De Lellis” di Mesagne (Br); 15 stanze con possibilità di vitto presso l’ente ecclesiastico “Madonna Pellegrina” di Ostuni per gli operatori sanitari dell’ospedale di Ostuni.

Con un’apposita commissione riunitasi oggi, ancora, ha deliberato che, per la somma che sarà accreditata dalla C.E.I. per l’emergenza “Covid-19” verrà erogata in parte alle Caritas parrocchiali e verrà rendicontata nelle stesse modalità delle misure anticrisi che a suo tempo adottò la Caritas nazionale e in parte sarà utilizzata per sostenere le piccole imprese familiari a riprendere l’attività lavorativa bloccata dall’emergenza attuale.

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