Energia, Forza Italia: “Brindisi, Taranto, Augusta e Civitavecchia siano candidate ai programmi europei per le nuove filiere industriali”
“La transizione energetica non può e non deve determinare la cancellazione della nostra industria, la perdita di occupazione o la desertificazione produttiva. Al contrario, deve rappresentare l’occasione per costruire una nuova stagione di sviluppo, di investimenti e di lavoro. Ringraziamo il Ministro Urso per la risposta all’interrogazione, che conferma una piena sintonia con il Governo: la filosofia della nostra iniziativa è governare la transizione con pragmatismo, trasformandola in una grande opportunità di crescita per il Paese.”
Lo dichiarano i deputati di Forza Italia Andrea Caroppo e Mauro D’Attis, intervenuti oggi in Aula nel Question Time con l’interrogazione, a firma loro e dei colleghi Alessandro Battilocchio, Giuseppe Castiglione e Vito De Palma, al Ministro delle Imprese e del Made in Italy sulle prospettive dei grandi poli industriali di Brindisi, Taranto, Augusta e Civitavecchia.
“L’Europa sta finalmente cambiando approccio, rimettendo al centro la politica industriale attraverso il Regolamento sull’Industria a Zero Emissioni e la proposta di Regolamento sull’Accelerazione Industriale. Si tratta di strumenti che non puntano soltanto a sostenere gli investimenti, ma a concentrare in aree strategiche capacità produttiva, innovazione, ricerca e grandi filiere manifatturiere. Sarebbe un grave errore se questa nuova stagione della politica industriale europea si sviluppasse prevalentemente nei territori già più forti del Paese, lasciando al Mezzogiorno i soli strumenti di semplificazione amministrativa della ZES Unica.”
“Brindisi-Taranto, Augusta-Catania e Civitavecchia possiedono tutte le caratteristiche infrastrutturali, logistiche, portuali e produttive richieste dai nuovi regolamenti europei per diventare protagoniste della nuova manifattura europea a zero emissioni, nelle filiere strategiche delle batterie, dell’idrogeno, dell’eolico offshore, delle reti energetiche e delle altre tecnologie della transizione.”
“Per Brindisi e Civitavecchia esiste inoltre un ulteriore elemento di forza: la normativa specifica, introdotta su iniziativa di Mauro D’Attis e Alessandro Battilocchio, che ha già consentito la nomina dei Commissari straordinari del Governo e l’avvio degli Accordi di Programma per accompagnare la riconversione industriale di questi territori. È un patrimonio istituzionale che oggi deve essere valorizzato e integrato con i nuovi strumenti messi a disposizione dall’Unione europea.”
“Non abbiamo bisogno di rincorrere i titoli dei giornali o di invocare improbabili leggi speciali. Gli strumenti normativi esistono già. Occorre ora inserirli dentro la nuova politica industriale europea, sostenendo la candidatura di questi poli come aree strategiche per lo sviluppo delle filiere industriali del futuro. Significa offrire agli investitori un quadro stabile e competitivo, attrarre nuovi capitali, rafforzare il sistema produttivo nazionale e creare occupazione qualificata e duratura per migliaia di giovani.”
“La transizione energetica sarà una grande opportunità solo se sapremo accompagnarla con una altrettanto ambiziosa politica industriale. È questa la sfida che abbiamo posto oggi al Governo e sulla quale continueremo a lavorare insieme.”