Ennesima aggressione al Pronto Soccorso del Perrino. Facecchia (Uil Fp): La sicurezza degli infermieri non può essere affidata al caso

Nella notte tra il 19 e il 20 settembre, l’ennesimo episodio di violenza ha coinvolto gli infermieri in servizio presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale Perrino di Brindisi. Ancora una volta, chi lavora per garantire assistenza e tutelare la salute dei cittadini si è trovato a dover fare i conti con comportamenti aggressivi e violenti.

Non si tratta più di episodi isolati, ma di un problema strutturale che richiede risposte altrettanto strutturali.

Come organizzazione sindacale denunciamo con forza una situazione che non può essere ulteriormente normalizzata. Non è accettabile che gli infermieri e gli altri professionisti sanitari debbano recarsi al lavoro mettendo in conto la possibilità di essere insultati, minacciati o aggrediti. Il Pronto Soccorso del Perrino non può diventare una zona franca in cui la violenza viene considerata quasi una conseguenza inevitabile delle condizioni di lavoro.

Non lo accettiamo e non lo accetteremo.

ALLA DIREZIONE DEL PERRINO E ALLA ASL BRINDISI CHIEDIAMO FATTI, NON ANNUNCI

Chiediamo alla Direzione dell’Ospedale Perrino e alla Direzione Strategica della ASL Brindisi di adottare immediatamente ogni iniziativa necessaria per garantire la sicurezza dei professionisti. In particolare, chiediamo:

 Un piano straordinario e immediato per la sicurezza del Pronto Soccorso, con l’individuazione di misure concrete, tempistiche di attuazione e responsabili chiari;

 Il potenziamento della vigilanza e dei sistemi di sicurezza, soprattutto nelle fasce orarie maggiormente esposte al rischio;

 La verifica dell’effettiva funzionalità e adeguatezza dei sistemi di videosorveglianza, del controllo degli accessi e dei dispositivi di allarme;

Un’analisi urgente dell’organizzazione del lavoro e degli organici effettivamente presenti, poiché le carenze di personale e il sovraffollamento esasperano le condizioni di tensione e di rischio;

 L’attivazione di un protocollo aziendale chiaro e operativo per la gestione delle aggressioni, che garantisca assistenza, tutela e supporto ai lavoratori coinvolti;

 La costituzione di un tavolo permanente sulla sicurezza degli operatori sanitari, con il pieno coinvolgimento delle rappresentanze dei lavoratori;

 La puntuale segnalazione alle autorità competenti di ogni episodio di violenza, affinché nessun caso venga minimizzato o lasciato senza conseguenze nelle sedi previste dalla legge;

 Un incontro urgente con le organizzazioni sindacali per verificare quanto già previsto e quanto, invece, ancora manca.

ALLA PREFETTURA CHIEDIAMO UN INTERVENTO IMMEDIATO

Riteniamo inoltre indispensabile il coinvolgimento della Prefettura di Brindisi. Chiediamo al Prefetto di convocare con urgenza un tavolo istituzionale sulla sicurezza del personale sanitario del Perrino, coinvolgendo la ASL, la Direzione ospedaliera, le Forze dell’Ordine e le rappresentanze sindacali.

Non basta intervenire a posteriori. La sicurezza deve essere garantita in via preventiva, prima che si verifichi il prossimo episodio. Chiediamo che vengano analizzati i dati relativi alle aggressioni, che siano individuate le aree e le fasce orarie maggiormente critiche e che vengano definite misure coordinate e verificabili per prevenire la violenza contro il personale.

GLI INFERMIERI NON SONO SACCHI DA BOXE

È arrivato il momento di ribadirlo senza mezzi termini: gli infermieri non sono il parafulmine delle inefficienze del sistema sanitario. Non possono essere chiamati a gestire contemporaneamente sovraffollamento, tempi di attesa, carichi di lavoro e situazioni di emergenza, per poi essere lasciati soli quando la tensione sfocia nella violenza.

Chi aggredisce un professionista sanitario aggredisce un lavoratore mentre sta svolgendo un servizio pubblico essenziale. Proprio per questo pretendiamo che alle parole seguano immediatamente i fatti.

Come organizzazione sindacale continueremo a tutelare i lavoratori coinvolti e a denunciare pubblicamente ogni situazione che metta a rischio la loro incolumità. Se necessario, siamo pronti ad attivare tutte le iniziative sindacali e istituzionali previste a tutela dei professionisti.

Quanto accaduto nella notte tra il 19 e il 20 settembre non può essere archiviato come l’ennesimo episodio di cronaca, ma deve rappresentare il punto di partenza per un vero cambio di passo. Alla Direzione del Perrino, alla ASL Brindisi e alla Prefettura chiediamo una risposta chiara e, soprattutto, azioni immediate, concrete e verificabili. Chi entra in ospedale per lavorare e assistere i cittadini ha il sacrosanto diritto di tornare a casa incolume.

BASTA VIOLENZA.

BASTA SILENZIO.

BASTA PROMESSE: SERVONO SICUREZZA E FATTI.

Il Segretario Generale

UIL FP BRINDISI

                Gianluca Facecchia                                  

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