Dichiarazioni fuori luogo, rapporti politici ormai al limite e una maggioranza chenontrovanemmeno la forza di difendere il proprio sindaco
Credo che nell’Amministrazione comunale di Brindisi si siano ormai persi i lumi dellaragione. Non soltanto quelli necessari a mantenere il rispetto nei rapporti interpersonali, ma anche quelli indispensabili per comprendere cosa significhi fare politica e rispettareleistituzioni. Sulla vicenda dell’Estate Brindisina, il sindaco ha fatto una brutta scivolata. Ma, d’altronde, nell’ultimo periodo ci ha abituati a dichiarazioni e atteggiamenti che sembranosemprepiùlontani dal buon senso e dalla responsabilità che dovrebbe accompagnare chi amministrauna città. A questo punto, per recuperare il grave gap di consenso prodotto nei confronti dellacittadinanza, probabilmente non basteranno dodicimila conferenze stampa. Perché una cosa è evidente: il rapporto tra il sindaco e una parte sempre piùampiadellacittà si è deteriorato profondamente. E continuare a rimanere abbarbicatoallapropriapoltrona non significa certamente recuperare la fiducia dei brindisini. Continuiamo, inoltre, a non comprendere l’atteggiamento del parlamentare del territorio, che sembra avere timore di staccare la spina a questa Amministrazione. Forseperchési
guarda già alle prossime elezioni politiche. Ma anche su questo sarebbe opportunochequalcuno spiegasse ai cittadini quali siano le reali ragioni di questa scelta. Ma il dato politicamente più significativo è un altro: nessuno della maggioranza, o quasi
nessuno, ha sentito il bisogno di difendere il proprio sindaco. E questo dice molto più di mille conferenze stampa. Il sindaco, infatti, continua a mantenere in piedi la propria maggioranza attraversounmovimento e una persona nei confronti dei quali, in passato, aveva assuntoposizioni
durissime, arrivando persino a chiedere certificati penali e carichi pendenti. Oggi, invece, proprio quella parte politica rappresenta uno dei sostegni sui quali si reggela
sua Amministrazione. E l’unica persona che ha scelto di intervenire pubblicamente per difenderlo, lohafattoattaccando un ex fraterno amico dello stesso sindaco, Francesco Renna, un uomochehacontribuito in maniera determinante alla vittoria del centrodestra e all’elezione dell’attuale sindaco Marchionna. Un atteggiamento che lascia emergere un profondo senso di irriconoscenza politica e personale nei confronti di chi, in quella vittoria, ha avuto un ruolo tutt’altro che marginale. Francesco Renna è stato per anni al fianco del sindaco, condividendo con lui unalungastoria politica e personale, momenti di difficoltà e momenti di soddisfazione. E, per usareuna battuta, anche le tredicesime. Oggi, invece, quello stesso uomo sembra essere diventato sacrificabile sull’altaredellasopravvivenza politica. E allora la domanda è inevitabile: è questo il modo di fare politica? Èquestalariconoscenza che si deve a chi ha contribuito in maniera determinante alla vittoria?Il sindaco ha consentito che tutto questo accadesse. E questa vicenda dimostra, ancorauna volta, un metodo politico che sembra ormai consolidato: quando serve salvaguardarela propria posizione, anche i rapporti personali e politici costruiti nel tempopossonoessere sacrificati. Prima vengono la poltrona e la sopravvivenza politica. Poi, eventualmente, tuttoil resto. Nel frattempo Brindisi aspetta risposte concrete, non conferenze stampa. Aspettaunavisione, una programmazione e un’Amministrazione capace di occuparsi dei problemi
della città. Perché Brindisi merita una politica diversa: meno interessata alla propria sopravvivenza e più interessata al futuro della città.
Claudio Niccoli
Segretario provinciale della Casa dei Moderati