Tutto inizia nei giorni scorsi allorquando un mediatore creditizio brindisino, intimorito e preoccupato, si rivolge agli investigatori della Squadra Mobile perché dichiaratosi vittima di reiterate minacce a carattere estorsivo.
Il mediatore spiega di aver avuto già pregressi contatti con la persona che lo minaccia per ragioni concernenti un prestito. Di recente, quella persona lo ha ricontattato per ottenere un nuovo prestito, ma quando il mediatore finanziario spiegava che quella nuova richiesta di credito non poteva essere concessa, a causa di un’insufficienza di garanzie che caratterizzava la posizione economica del richiedente, quest’ultimo minacciava il mediatore arrivando a pretendere danaro o altre utilità economiche (come, ad esempio, l’automobile della vittima) in alcun modo non dovutegli. La resistenza del mediatore a quelle ingiustificate pretese aveva fatto scattare una serie di azioni di minaccia: alcune in forma di messaggio telefonico ed almeno un’altra in forma di disturbo notturno a casa dei genitori della vittima.
Attraverso messaggi e in una telefonata, l’individuo aveva prospettato, qualora non fossero state soddisfatte le sue pretese, ripercussioni ai danni del mediatore e dei genitori di quest’ultimo.
Ieri, poi, l’uomo era arrivato ad intimare alla vittima di mettere il danaro in una busta e di consegnarlo in un luogo convenuto nel quartiere cittadino del Casale. A questo punto, gli operatori della Sezione Antirapina della Mobile sottoponevano ad osservazione diretta il luogo dell’appuntamento e coglievano l’uomo, in flagrante reato, mentre ritirava dalla vittima la busta col danaro.
Immediatamente bloccato e perquisito, il vessatore della vittima veniva trovato in possesso – nella tasca dei pantaloni – di un coltello richiudibile la cui lama era aperta come pronto per l’uso.
Condotto in ufficio e compiutamente identificato per DE VITIS Nicola classe 1965 – per l’ingiusta pretesa di danaro, la conseguente prospettazione alla vittima di un male futuro per sé ed i genitori ed il porto abusivo di un’arma bianca – veniva tratto in arresto.
Dopo la redazione dei necessari atti ed il rituale avviso al Pubblico Ministero di turno della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Brindisi, il DE VITIS veniva tradotto presso la locale Casa Circondariale per ivi essere mantenuto a disposizione della menzionata Autorità Giudiziaria inquirente