Facecchia (Uil Fp) – Non solo Parkinson: la complessità e il ruolo strategico della Neurochirurgia

In merito alle recenti dichiarazioni del consigliere Scianaro, è necessario fare un’importante distinzione di carattere medico-scientifico e organizzativo: il Parkinson è una patologia neurologica la cui gestione clinica e farmacologica spetta alla Neurologia. La Neurochirurgia, pur intervenendo in casi selezionati, possiede un campo d’azione tecnico-chirurgico molto più vasto e specifico che non può essere ridotto o sovrapposto alla cura di una singola malattia cronica. Di seguito riportiamo una nota tecnica sulle reali competenze e potenzialità di un reparto di Neurochirurgia. Le vere competenze di un reparto di Neurochirurgia. La Neurochirurgia è una disciplina chirurgica specializzata nel trattamento di patologie del sistema nervoso centrale (encefalo e midollo spinale) e del sistema nervoso periferico. Definire un reparto di neurochirurgia esclusivamente come “centro per le cure del Parkinson” è tecnicamente improprio, poiché l’attività neurochirurgica si articola su ambiti di intervento ad alta complessità: 1. Neuro-Oncologia Il reparto si occupa della rimozione chirurgica di tumori cerebrali: (gliomi, meningiomi, metastasi) e tumori del midollo spinale. Questo richiede l’utilizzo di tecnologie avanzate come la neuronavigazione, il monitoraggio neurofisiologico intraoperatorio e l’uso di microscopi chirurgici ad alta risoluzione. – Neurochirurgia Vascolare Trattamento d’urgenza e d’elezione di patologie vascolari come aneurismi cerebrali, malformazioni artero-venose (MAV) ed emorragie cerebrali spontanee o post-traumatiche. È una branca salvavita che richiede reperibilità costante e alta specializzazione. – Neurotraumatologia Gestione dei traumi cranici e spinali derivanti da incidenti. Gli interventi includono l’evacuazione di ematomi (epidurali, sottodurali) e la decompressione cranica, attività fondamentali per un ospedale di riferimento come il “Perrino”. – Chirurgia Vertebro-Midollare Interventi sulla colonna vertebrale per la cura di ernie del disco, stenosi del canale, instabilità vertebrali e compressioni midollari, finalizzati al ripristino delle funzioni motorie e alla risoluzione del dolore cronico. – Neurochirurgia Funzionale (Ambito Parkinson) È l’unico punto di contatto con la malattia di Parkinson, limitato però a una nicchia specifica di pazienti che non rispondono più alla terapia farmacologica. In questi casi, la neurochirurgia esegue la Deep Brain Stimulation (DBS): l’impianto chirurgico di elettrostimolatori in nuclei profondi del cervello. La DBS è una procedura chirurgica, ma la selezione del paziente e il follow-up restano di stretta competenza neurologica. – Idrocefalo e Chirurgia del Sistema Liquorale Trattamento dell’accumulo di liquido cerebrospinale tramite l’inserimento di sistemi di derivazione (shunts) o tecniche endoscopiche. Concludiamo, Un reparto di Neurochirurgia che “funziona” deve essere valutato sulla sua capacità di rispondere a queste molteplici urgenze e complessità. Pur tutelando l’eccellenza nei percorsi per il Parkinson, è fondamentale non creare confusione sui ruoli: la Neurochirurgia è il pilastro del trattamento chirurgico del sistema nervoso e la sua gestione deve essere garantita in termini di organico e risorse per coprire tutte le patologie sopra elencate, garantendo la sicurezza dei pazienti e del personale sanitario. Scusate ma quanto sopra era doveroso. Segretario Generale UIL FP BRINDISI Gianluca Facecchia

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