FUTURO NAZIONALE: “IL MULTISITO INDUSTRIALE DI BRINDISI È UNA RISORSA STRATEGICA. BASTA DISMISSIONI, SERVE UN PIANO DI RILANCIO”
Il gruppo consiliare di Futuro Nazionale accende i riflettori sul futuro del multisito industriale-petrolchimico di Brindisi, una delle più importanti piattaforme produttive del Mezzogiorno, chiedendo l’immediata apertura di un confronto istituzionale finalizzato alla tutela dell’occupazione e al rilancio dell’intera area industriale.
Il sito, che si estende su circa 4,6 milioni di metri quadrati, dispone di una dotazione infrastrutturale unica nel suo genere: collegamenti stradali, ferroviari e portuali, produzione di energia, servizi industriali, antincendio e sanitari che lo rendono un patrimonio strategico per l’industria italiana e per lo sviluppo del Mediterraneo.
Le recenti dismissioni produttive, in particolare il fermo del cracking dell’etilene, rischiano però di compromettere l’equilibrio dell’intero sistema industriale, con ripercussioni sulla competitività delle aziende ancora operative e sull’attrattività del sito nei confronti di nuovi investitori.
Il multisito garantisce oggi circa 970 occupati diretti; considerando l’indotto, sono circa 2500 i posti di lavoro che dipendono dalla tenuta del polo industriale. Un patrimonio economico e sociale che Brindisi non può permettersi di perdere.
«Il futuro del petrolchimico di Brindisi non può essere affrontato con rassegnazione o improvvisazione. Occorre una visione industriale chiara e una forte assunzione di responsabilità da parte del Governo e della Regione. La nostra città dispone di un’infrastruttura che pochi territori possono vantare e che deve essere valorizzata, non smantellata.
Le aree oggi disponibili, insieme alle straordinarie dotazioni logistiche, energetiche e di servizi, rappresentano un’opportunità concreta per attrarre nuovi investimenti nei settori della chimica innovativa, dell’energia, dell’economia circolare e della manifattura avanzata. È il momento di trasformare una fase di difficoltà in un’occasione di rilancio.
Come Futuro Nazionale chiediamo la convocazione di un tavolo permanente con Governo, Regione Puglia, Comune di Brindisi, Autorità di Sistema Portuale, imprese e organizzazioni sindacali, per costruire una strategia condivisa di sviluppo. Non possiamo permettere che venga disperso un patrimonio industriale costruito in decenni di lavoro e investimenti.
Prendiamo atto che l’investimento di ENI per la Ciga Factory, sia sotto il profilo tecnologico che industriale, rappresenta un segnale importante ma insufficiente per restituire serenità ai lavoratori. Auspichiamo, allo stesso tempo, che siano smentite le voci che riguardano lo smontaggio degli impianti per essere ricollocati in un paese dell’Africa; in questo caso il governo dovrà garantire, prima di qualsiasi operazione di smontaggio, la bonifica delle aree interessate a totale carico di ENI.
Auspichiamo, inoltre, che l’advisor possa proporre qualche potenziale acquirente in grado di rilanciare la produzione industriale di chimica di base del sito.
Brindisi deve tornare protagonista della politica industriale nazionale. Difendere il multisito significa difendere il lavoro, le competenze e il futuro delle nuove generazioni.»
Lo dichiara Nicola Di Donna, capogruppo di Futuro Nazionale nel Consiglio comunale di Brindisi.
Futuro Nazionale annuncia inoltre che promuoverà una serie di iniziative pubbliche e istituzionali per sensibilizzare cittadini, forze economiche e rappresentanti parlamentari sulla necessità di costruire un vero piano di rilancio del polo industriale, valorizzando le sue caratteristiche di area “iper-infrastrutturata”, capace di attrarre nuovi investimenti e generare sviluppo sostenibile.
Gruppo consiliare Futuro Nazionale Brindisi