Altro che vittoria: la sentenza non salva il disastro che ha firmato
Prendiamo atto della sentenza n. 9/2026 della Corte costituzionale. Ma è francamente surreale il tentativo di Fabiano Amati di trasformare una pronuncia giuridica in una medaglia politica da appuntarsi al petto, con il solito entusiasmo autocelebrativo che ignora deliberatamente la realtà dei fatti. La Corte non ha certificato il buon governo, non ha promosso i risultati, non ha assolto nessuno e di certo non ha detto che l’operazione abbia funzionato. Le RSA coinvolte versano oggi in una condizione drammatica: servizi impoveriti, continuità assistenziale compromessa, strutture svuotate, personale lasciato nell’incertezza. Altro che rilancio del pubblico: siamo davanti a un fallimento gestionale conclamato, figlio di una scelta politica voluta, difesa e rivendicata da Fabiano Amati, coperta politicamente dall’ex presidente Emiliano e avallata, senza mai una parola critica, dal nuovo Governatore, Antonio Decaro. Una filiera di potere che ha preferito l’obbedienza politica alla verifica dei risultati.
Sul lavoro, poi, il quadro è desolante. Dipendenti che prima avevano tutele stabili oggi si ritrovano con contratti precari, a termine, senza certezze. Questo sarebbe il “modello pubblico” sbandierato in conferenza stampa e a mezzo social? Evidentemente sì, se per Emiliano, Decaro e Amati il pubblico si difende comprimendo diritti, precarizzando il personale e scaricando i costi sociali sulle persone più fragili.
E mentre si continua a parlare di regole rispettate e di nessun aumento di spesa, la realtà è un’altra: il prezzo lo stanno pagando i lavoratori, gli utenti e le famiglie, non chi usa la sanità come terreno di propaganda elettorale. Nessun aumento di spesa, certo.
Poi c’è il caso del Presidio di Riabilitazione di Ceglie Messapica che è emblematico, una struttura che non lavora a pieno regime, personale ancora precario, e tutte le “grandi novità” assistenziali e organizzative annunciate con enfasi da Amati – e mai smentite da Emiliano e Decaro – rimaste rigorosamente sulla carta. Questa non è stata una riforma.
È stata una scelta politica interessata, gestita peggio, usata come operazione elettorale e priva di qualsiasi strategia sostenibile o capacità reale di governo delle strutture sanitarie. Una sentenza non riscrive la realtà. E la realtà e la cronaca dicono che in Puglia la sanità oggi sta peggio di prima, nonostante i toni trionfalistici di chi continua a raccontarsi vincente.
La Regione ha perso sul campo. E i numeri, i servizi che mancano e le condizioni di lavoro lo dimostrano ogni giorno. Quando si governa così, il problema non è la legittimità formale. È la responsabilità politica. Una responsabilità che ha nomi e cognomi: Fabiano Amati, chi lo ha sostenuto e chi ha scelto di tacere.
E i cittadini, a differenza di quanto si racconta nei gesti autocelebrativi, lo hanno capito benissimo. Tanto da non rieleggere lo stesso Amati. Questa è l’unica vera sentenza che conta anche se il buon Decaro ha tirato fuori dal cilindro una “consulenza” da ben 140 mila euro per l’ex Governatore Emiliano che non vuole tornare a fare il lavoro che faceva prima, ma restare attaccato alla poltrone di “pelle umana”.
L’attacco portato avanti dall’ex assessore Amati al Gruppo San Raffaele che aveva la grande qualità di offrire servizi di eccellenza ai cittadini, lavoro stabile a centinaia di lavoratori e canoni per la pubblica amministrazione è forse stato attuato perché all’interno dello stesso gruppo vi erano giornali di area conservatrice e liberale, abituati a dire la verità. Ma evidentemente la libertà di stampa in Puglia non paga. La Fondazione San Raffaele e le RSA internalizzate da Amati, infatti, vantano rilevanti crediti sia per le prestazioni degli ultimi 6 mesi che per prestazioni non valorizzate e liquidate degli ultimi 5 anni. Senza parlare delle attrezzature di proprietà della Fondazione prese dal pubblico ed ancora ad oggi non pagate e senza le quali il Presidio di Ceglie Messapica sarebbe di fatto chiuso.
Ci auguriamo che la nuova gestione Decaro sia diversa dalla “dittatura” Emiliano. Presidente, se ci sei batti un colpo!! All’ex assessore Amati auguriamo di trovare un nuovo lavoro (magari una pubblica consulenza) così da evitare di dover continuare ad invocare il non vero con i suoi Comunicati Stampa che non interessano più a nessuno e che fino ad oggi non gli hanno portato fortuna come testimoniato dai risultati elettorali.
Fondazione San Raffaele
Il Presidente
Avv. Leopoldo De Medici
Sviluppo e Gestione Attività Sanitarie
Il Legale rappresentante
Dr. Ferruccio Calvani