Fp Cgil – Consultori Familiari Brindisi, consultori tagliati mentre cresce il disagio: la ASL smantella il territorio

A Brindisi si continua a smantellare la sanità territoriale pezzo dopo pezzo.
Il trasferimento del consultorio dell’ex Di Summa verso il nuovo consultorio del rione Paradiso – struttura utile e importante certo, ma se aggiuntiva e non sostitutiva – è una scelta che colpisce direttamente i cittadini e contraddice la programmazione regionale.

La verità è semplice: a Brindisi sono previsti tre consultori – Paradiso, Sant’Elia e Brindisi città (ex Di Summa).
Spostarne uno e sostituirlo con la Reumatologia significa cancellare un presidio previsto, ridurre l’offerta territoriale e indebolire un servizio essenziale per donne, famiglie, minori e fragilità.

E mentre si sottrae un consultorio, quello di Sant’Elia versa in condizioni inaccettabili:
una struttura fatiscente, con criticità strutturali serie, non adeguata né sicura, indegna di un servizio pubblico che dovrebbe garantire tutela, prevenzione e prossimità.
Invece di metterlo in sicurezza, si sceglie di ridurre ulteriormente la rete dei consultori.
È una decisione che non ha alcuna logica sanitaria: è un arretramento.

Tutto questo accade in una città dove aumentano il disagio, l’emarginazione, la povertà relativa e quella assoluta.
In un contesto sociale così fragile, togliere un consultorio significa colpire proprio chi ha più bisogno di servizi di prossimità, prevenzione, ascolto e sostegno.
È una scelta che ignora completamente la realtà sociale di Brindisi.

E tutto questo avviene in una ASL che non ha mai applicato la parte qualificante del Piano di Riordino ospedaliero, quella che prevedeva l’attivazione di nuovi posti letto e nuovi servizi.
Il risultato è certificato dai numeri: Brindisi è ultima in Puglia per posti letto per mille abitanti.
Un record negativo che pesa come un macigno e che nessuno può più fingere di ignorare.

Invece di recuperare il ritardo, si depotenzia anche il territorio, proprio mentre la medicina territoriale dovrebbe essere il pilastro del sistema sanitario pubblico e universale.
È l’esatto contrario di ciò che servirebbe.

La responsabilità politica e gestionale è evidente:
– non si attuano i servizi previsti dal Piano;
– non si recupera il gap sui posti letto;
– si mantengono aperte strutture insicure come il consultorio di Sant’Elia;
– si chiude o si sposta un consultorio previsto dalla programmazione;
– si ignora l’aumento del disagio sociale in città;
– si lascia Brindisi in una condizione di fragilità che nessun’altra provincia pugliese conosce.

La Direzione ASL Brindisi deve spiegare pubblicamente perché si sottrae un consultorio previsto, perché non si interviene su Sant’Elia e perché si continua a comprimere l’offerta territoriale invece di ampliarla.
E la Regione deve chiarire se è consapevole di questa scelta e se intende avallarla.

Brindisi non può essere trattata come un territorio di serie B.
Qui non si sta riorganizzando: qui si sta smantellando.

Il Segretario Generale FP CGIL Brindisi
Luciano Quarta

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