FURTI IN AREE RURALI, LA NUOVA MICROCRIMINALITA’. AZIONE DI CONTRASTO DEI CARABINIERI

Da qualche tempo i riflettori degli organi istituzionali, e delle associazioni di categoria sono puntati  sulle manifestazioni criminali che colpiscono il mondo agricolo, fenomeni sia di portata macro criminale sia di criminalità comune. Al pari delle attività di monitoraggio sulle attività economiche in altri settori, anche per l’agricoltura è stato creato l’Osservatorio  sulla criminalità, elemento che sta a significare  la grande attenzione che viene riservata dalle istituzioni al comparto agricolo. Il fenomeno della microcriminalità nelle aree rurali in generale, e pugliesi in particolare merita grande attenzione.  Al pari dei reati predatori di microcriminalità quali i furti di prodotti agricoli  olive, mandorle, uva da tavola, legna, vi sono altre dinamiche criminali di maggiore spessore che attingono il mondo rurale,  penalizzando in maniera marcata il comparto. Ci si  riferisce al furto di mezzi agricoli e alla finalità estorsiva di tale reato orientata al cosiddetto “cavallo di ritorno”, restituzione del mezzo dietro corrispettivo in denaro; o all’immissione nel commercio parallelo una sorta di mercato nero dei mezzi agricoli, che nella considerazione del loro impiego in ambito rurale sfuggono al controllo istituzionale delle pattuglie in quanto i mezzi sono impiegati in territori serviti da assi viari scarsamente battuti. La nefanda attività presuppone una organizzazione più complessa di natura macrocriminale dotata di articolazione e autocarri  capaci di trasportare i mezzi rubati in località sicure. E’ ancora l’ambito macro criminale che opera danneggiamenti e tagli in   larga scala: su ceppi di viti di qualità pregiate, ovvero alberi secolari di ulivo che vengono recisi non per finalità contingenti ricavare la legna o qualche quintale di olive, bensì, per imporre attività di guardiania o un determinato contoterzista per espletare i lavori agricoli, o per obbligare il coltivatore a conferire il prodotto ad una certa azienda  ad un prezzo ovviamente imposto; dinamiche criminali  vecchie e nuove che si susseguono ciclicamente. Ecco perché è di fondamentale importanza vincere la paura e denunciare tale  tipologia di reati, è questo il messaggio del Comando Provinciale dei  Carabinieri di Brindisi. Necessaria è l’opera di sensibilizzazione costante rivolta agli agricoltori, per due ragioni: la prima per avere l’esatta cognizione dei fenomeni, delle produzioni maggiormente “appetibili” nonchè la localizzazione delle aree di produzione; la seconda serve per orientare l’attività preventiva e repressiva dei  reparti avendo chiara la mappatura dei fenomeni. Denunciare quindi anche in forma anonima, attività che può fare ogni cittadino che ha cognizione diretta di un reato, cognizione avuta anche in maniera occasionale allorquando si notano  individui in orari “particolari” fare razzia di prodotti agricoli. Tali reati non sono a consumazione istantanea necessitano –affinchè si compiano- di un certo lasso temporale, quindi si ha un margine sufficiente per effettuare una segnalazione e i Carabinieri il tempo per un  efficace intervento.

In ordine alla specifica attività di contrasto in ambito provinciale  nei primi tre mesi del corrente anno il trend operativo, che si ricava dall’analisi in chiave comparativa con i due anni precedenti, ha dato positivi risultati grazie anche all’aumento della proiezione dei servizi nel territorio. In sintesi, l’attività di contrasto ai reati predatori  di mezzi e produzioni  agricole ha registrato:

  • nell’anno 2016 il deferimento  in stato di libertà 12 soggetti;
  • nell’anno 2017 il deferimento in stato di libertà 12 soggetti;
  • nel primo trimestre  del  2018  sono 13 le persone deferite in stato di libertà.

Per quanto concerne i soggetti arrestati per gli stessi reati:

  • nel 2016 sono stati 6;
  • nel 2017 sono stati 5;
  • nel primo trimestre del 2018 sono 8.
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