Interrogazione a risposta scritta
On. Stefanazzi
Al Ministro delle imprese e del made in Italy, al Ministro dell’economia e delle finanze. Per sapere – premesso che:
il Petrolchimico di Brindisi, avviato negli anni Sessanta, rappresenta da oltre mezzo secolo uno dei principali poli petrolchimici italiani; il cuore produttivo del sito è costituito dallo steam-cracker per la produzione di etilene e propilene, realizzato nel 1993 con tecnologia Technip, tra i più recenti e moderni in Europa;
l’impianto alimenta un complesso integrato di produzione di polietilene, polipropilene e butadiene ed è inserito in un sistema infrastrutturale completo, dotato di collegamenti ferroviari, stradali e navali, reti elettriche e impianti di gas tecnici;
le cause dell’attuale crisi sono riconducibili, stando a quanto dichiara ENI, principalmente agli elevati costi energetici, ai margini ridotti dell’etilene prodotto da virgin nafta rispetto ai competitor mediorientali e agli ingenti oneri connessi al cosiddetto “must run” del turbogas;
la chiusura dello steam-cracker determinerebbe la progressiva fermata dell’intero sito per insostenibilità dei costi di struttura, con la perdita di oltre 1.500 posti di lavoro diretti e indiretti, l’arresto degli impianti collegati e l’interruzione di forniture strategiche, tra cui quelle di gas medicali per il Centro-Sud Italia;
la cessazione definitiva dell’attività comporterebbe inoltre la perdita dell’unico polo nazionale di produzione integrata di materie plastiche e una dipendenza totale dall’importazione di etilene, con evidenti rischi in un contesto geopolitico instabile;
contrariamente a quanto talvolta sostenuto, l’impianto non può essere considerato obsoleto: costruito nel 1993, presenta un valore a nuovo stimato in circa un miliardo di euro e rimane competitivo per capacità e tecnologia;
l’impianto è attualmente in stato di conservazione e, in assenza di decisioni rapide, tale stato è destinato a trasformarsi in uno stato di progressivo deperimento, con conseguente perdita irreversibile di valore industriale e patrimoniale;
tra le ipotesi di rilancio figurano: la realizzazione di un assetto energetico autonomo mediante turbogas dedicato; la conversione a carica mista (nafta/GPL/etano), con riduzione delle emissioni di CO₂; l’avvio di uno studio di fattibilità per un assetto stand alone e la ricerca di soggetti industriali o fondi interessati all’acquisto dell’asset;
esperienze internazionali dimostrano che, anche in contesti complessi, è possibile attrarre investimenti per nuovi impianti o per la riconversione di siti esistenti, come nel caso del progetto “Project One” realizzato ad Anversa, che ha visto la costruzione di un nuovo steam-cracker a carica gassosa;
la perdita del cracker di Brindisi costituirebbe un grave arretramento della capacità industriale nazionale nel settore della chimica di base, compromettendo intere filiere strategiche;
il protrarsi dell’inattività accelera il deterioramento degli impianti e rende sempre più oneroso e difficoltoso un eventuale riavvio, rendendo pertanto sconsigliabile la chiusura definitiva del sito senza aver prima esplorato soluzioni industriali alternative;
appare necessario, in tempi rapidi, definire una strategia chiara che eviti la dispersione di un asset industriale di valore stimato in miliardi di euro e di un patrimonio di competenze altamente specializzate. – :
quali iniziative urgenti il Governo intenda assumere per evitare che l’attuale stato di conservazione dello stabilimento di Brindisi evolva in uno stato di deperimento irreversibile, con perdita definitiva dell’asset industriale;
se il Governo non ritenga opportuno promuovere, anche attraverso il coinvolgimento di soggetti pubblici o partecipazioni statali, un percorso finalizzato alla cessione dello stabilimento a un operatore industriale o a un fondo internazionale interessato al rilancio produttivo del sito;
se il Governo intenda valutare la replicabilità, nel contesto italiano, di iniziative analoghe a quelle realizzate in altri Paesi europei – come il progetto “Project One” di Anversa – al fine di attrarre investimenti per la riconversione o il rilancio del cracker di Brindisi in chiave tecnologicamente avanzata e ambientalmente sostenibile.