La memoria politica non è un optional che si può archiviare all’indomani delle elezioni. Le dichiarazioni dell’assessore ai Servizi Sociali, Ercole Saponaro, in merito alla destinazione dell’immobile dell’ex delegazione del quartiere Casale a centro per minori non accompagnati (progetto SAI “Oltre il mare”), rappresentano un vero e proprio voltafaccia politico e amministrativo, consumato ai danni di migliaia di brindisini.
Facciamo chiarezza una volta per tutte, spazzando via qualsiasi facile strumentalizzazione: la nostra battaglia non è mai stata una questione ideologica, né tantomeno mossa da sentimenti xenofobi o razzisti. Chi prova a ridurre la vicenda a questo schema mente sapendo di mentire. La nostra posizione, condivisa e sostenuta con forza in campagna elettorale nel 2023, nasceva da una visione pragmatica e concreta del territorio e dei suoi bisogni.
L’ex delegazione del Casale doveva e deve tornare alla sua funzione originaria: essere un presidio di prossimità per i cittadini. L’area del Casale, la zona di mare e il quartiere Materdomini non sono più semplici mete estive, ma quartieri stabilmente popolati e vissuti 365 giorni all’anno. Quotidianamente assistiamo a code estenuanti e disagi insostenibili presso gli sportelli comunali di piazza Matteotti, dove i cittadini sono costretti ad attendere ore per un semplice certificato anagrafico o per il rinnovo della carta d’identità. Riaprire la delegazione del Casale significava decongestionare gli uffici centrali, distribuire il carico di lavoro della macchina amministrativa ed evitare che decine di migliaia di residenti dovessero riversarsi in centro per accedere ai servizi pubblici essenziali.
Oggi l’assessore Saponaro tenta di giustificare questo clamoroso dietrofront dietro il pretesto del vincolo del finanziamento e della necessità di «non arrecare danni alle casse comunali». È una giustificazione del tutto pretestuosa e inaccettabile. Saponaro dimentica forse che nel 2023, dai banchi dell’opposizione, condivideva con noi la stessa battaglia e la raccolta firme? Sapevamo perfettamente già allora – e lo sapeva benissimo anche lui – che rispettare la promessa fatta ai cittadini avrebbe comportato sacrifici e la concreta necessità di reperire le somme necessarie per restituire il contributo ricevuto. Quell’impegno economico era messo in conto fin dall’inizio nel nostro programma, come atto di responsabilità verso un mandato elettorale preciso. Fare finta di scoprirlo oggi è offensivo verso l’intelligenza dei cittadini.
Il sindaco Marchionna e la sua giunta hanno scelto la strada più comoda: sfruttare il consenso, raccogliere le firme di migliaia di residenti stanchi dei disservizi per vincere le elezioni, e poi rimangiarsi la parola data non appena insediati. D’altronde, non stupisce: questa amministrazione ha progressivamente smarrito la propria identità originaria, allontanandosi dalle forze e dalle persone che ne avevano determinato la vittoria e trasformandosi, di fatto, nell’esito di un ribaltone politico che non rispecchia più la volontà espressa dalle urne.
Chi si assume la responsabilità di governare deve avere il coraggio delle proprie scelte e la coerenza di mantenere gli impegni assunti con la comunità. Nascondersi dietro la burocrazia per mascherare un tradimento politico non basterà a cancellare le promesse fatte ai cittadini del Casale e di tutta Brindisi.