Gianluca Quarta: Fotovoltaico Diga Punta Riso, Brindisi – Serve equilibrio tra transizione e identità

Sulla questione del progetto fotovoltaico da 0,9 MWp previsto sulla diga foranea di Punta Riso ritengo necessario un approccio equilibrato, che tenga insieme più esigenze legittime.

Il progetto, finanziato con fondi PNRR e NextGenerationEU, nasce per rendere il porto di Brindisi più sostenibile e competitivo. L’elettrificazione delle banchine – il cosiddetto cold ironing – è un obiettivo condiviso a livello europeo per ridurre le emissioni delle navi in sosta. Un porto più green è anche un porto più attrattivo per traffici e investimenti. L’intervento, limitato a 1 ettaro su circa 2 km di diga, ha una taglia coerente con questi obiettivi.

Allo stesso tempo però ,si commette un errore se si ritiene la diga di Punta Riso un’infrastruttura!

È un luogo vissuto dai brindisini: passeggiate, pesca, memoria collettiva.
Il faro ottocentesco che insiste sull’area è un bene da tutelare. Qualsiasi intervento deve misurarsi con questo valore sociale e paesaggistico.
La preoccupazione dei cittadini per la possibile chiusura dell’accesso è comprensibile e va ascoltata.

Inoltre, affinché il progetto sia davvero accettabile, servono risposte nette su diversi aspetti:

  • va valutata concretamente la fattibilità di un corridoio pedonale sicuro che garantisca la fruizione pubblica della diga, come già ipotizzato nel dibattito cittadino.
  • servono garanzie su durabilità dei pannelli alle mareggiate, manutenzione e inserimento paesaggistico, soprattutto in relazione al faro storico.
  • oltre all’efficienza del porto, è giusto che i brindisini abbiano dati chiari su benefici ambientali ed economici diretti.

La transizione ecologica non può essere calata dall’alto.
Chiedo all’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale la massima trasparenza: -pubblicazione delle tavole di progetto, -confronto pubblico con comitati e associazioni, parere della Soprintendenza. Solo con un percorso partecipato si evita che un’opera utile diventi divisiva.

Brindisi ha bisogno di sviluppo sostenibile e di rispetto della propria identità. Le due cose non sono alternative se si lavora con serietà, ascoltando tutti e scegliendo soluzioni tecniche che tengano insieme ambiente, lavoro e memoria.

Dott. Gianluca Quarta

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