Giochi del Mediterraneo, uno psicologo brindisino tra i tre Psicologi Ufficiali di Taranto 2026

Giochi del Mediterraneo, uno psicologo brindisino tra i tre Psicologi Ufficiali di Taranto 2026

Salvatore Barbarossa, ha operato nello Sportello Psicologico della XX edizione insieme a Isabella Genchi (Modugno, Bari) e Maria Ivana Vetrano (Copertino). Il servizio non si è rivolto solo agli atleti, ma a tutti — e proseguirà fino a fine settembre.

BRINDISI — C’è anche un professionista brindisino tra le tre figure indicate come Psicologi Ufficiali dei XX Giochi del Mediterraneo. È il Dott. Salvatore Barbarossa, psicologo clinico e dello sport, Consigliere del Comitato Regionale FIPsiS Puglia – Federazione Italiana Psicologi dello Sport.

Con lui, nello stesso incarico, le colleghe Dott.ssa Isabella Genchi, di Modugno (Bari), e Dott.ssa Maria Ivana Vetrano, di Copertino (Lecce), anch’esse Consiglieri del Comitato Regionale FIPsiS Puglia. Tre province diverse, a coprire l’intera area interessata dalla manifestazione.

Il servizio si è articolato in uno Sportello Psicologico attivo sia in presenza sia online, e ha accompagnato l’intero percorso organizzativo e tutta la durata dell’evento, conclusosi il 3 settembre.

Un servizio aperto a tutti, non solo agli atleti

L’elemento che distingue l’esperienza di Taranto 2026 è il destinatario. Lo Sportello si è rivolto a organizzatori, staff, volontari, tecnici e all’intero personale coinvolto nei Giochi, oltre che agli atleti: a tutte le persone, cioè, che una manifestazione internazionale la rendono possibile e che di norma restano fuori dal perimetro dei servizi di supporto psicologico.

Dietro ogni gara ci sono settimane di turni lunghi, imprevisti da gestire, responsabilità organizzative e carichi emotivi che raramente vengono raccontati.

«Il merito di questa impostazione non è solo nostro — dichiara il Dott. Salvatore Barbarossa —. È il frutto di un incontro: da un lato la nostra proposta professionale, dall’altro la sensibilità del Comitato Organizzatore, che ha avuto il merito e la lungimiranza di capire fin da subito quanto un servizio come questo fosse importante, e di volerlo aperto a tutti anziché riservato a pochi. Non è una sensibilità scontata. Il benessere psicologico non è un privilegio della prestazione: è una condizione di lavoro. E che a occuparsene siano stati tre professionisti pugliesi non è un dettaglio: significa che questa competenza sul territorio c’è ed è pronta a essere impiegata. La sfida, adesso, è che smetta di essere un’eccezione legata a un grande evento.»

Brindisi e la sua provincia nei Giochi

Brindisi è stata una delle sedi principali della manifestazione. Il PalaPentassuglia ha ospitato il torneo di pallavolo, comprese le gare inaugurali del 20 agosto e l’esordio della nazionale italiana maschile. Lo Stadio Franco Fanuzzi, riqualificato in vista dei Giochi, ha ospitato le gare di calcio.

Accanto al capoluogo, la provincia ha schierato Fasano, con il nuovo palazzetto di Vigna Marina costruito da zero e destinato in esclusiva al torneo di pallamano, e Francavilla Fontana, sede delle gare di badminton e di calcio.

Impianti che hanno mobilitato tecnici, addetti alle strutture e volontari del territorio, chiamati a reggere per due settimane il ritmo di una manifestazione internazionale. Anche a loro lo Sportello si è rivolto.

Il servizio prosegue fino a fine settembre

Lo Sportello Psicologico non si chiude con la cerimonia conclusiva. Il servizio resterà attivo, in presenza e online, fino alla fine di settembre 2026, per accompagnare la fase di smontaggio, rendicontazione e rientro alla normalità di chi ha lavorato alla manifestazione.

È una scelta coerente con quanto la psicologia dello sport documenta da tempo: la fase successiva a un grande evento è spesso più delicata dell’evento stesso. Il calo di attivazione e il vuoto che segue mesi di intensità sono fenomeni noti, e riguardano gli organizzatori quanto gli atleti.

Un percorso che viene da lontano

La presenza di psicologi nelle grandi manifestazioni sportive internazionali si è progressivamente consolidata negli ultimi anni. Il Comitato Olimpico Internazionale ha riconosciuto la necessità di costruire ambienti sportivi capaci di sostenere la salute mentale, e attorno a Tokyo 2020 le dichiarazioni pubbliche di alcuni grandi campioni sul proprio disagio psicologico hanno portato il tema al centro dell’agenda sportiva mondiale. Da lì, nelle edizioni olimpiche successive, i villaggi hanno iniziato a ospitare spazi stabilmente dedicati al supporto psicologico.

Taranto 2026 si inserisce in questo percorso allargandone il perimetro: dal supporto all’atleta al supporto a chi l’evento lo costruisce.

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