Giornata conclusiva de “I colori dell’energia”

Ecco la nota degli organizzatori de “I colori dell’energia”:
Brindisi, 17 ottobre 2026 – Nella giornata conclusiva de “I Colori dell’Energia”, al Castello Alfonsino – Forte a Mare di Brindisi, il confronto si è concentrato su come trasformare gli obiettivi della transizione in risultati verificabili. La crescita delle fonti rinnovabili deve procedere insieme alla capacità di risparmiare energia, rafforzare le reti e rendere il sistema più flessibile. Per questo la discussione finale su autorizzazioni, tecnologie, territori e rapporto tra acqua ed energia guarda soprattutto agli ostacoli concreti che ancora rallentano gli investimenti.
I dati del rapporto mostrano che l’efficienza è già una risorsa tangibile. Secondo le evidenze ENEA richiamate nello studio, nel periodo 2021–2025 sono stati conseguiti risparmi energetici cumulati pari a 5,08 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep), circa l’85% dell’obiettivo intermedio considerato. Significa ridurre strutturalmente il fabbisogno, alleggerire i costi per famiglie, imprese e amministrazioni pubbliche e limitare l’esposizione agli shock delle importazioni. Non è una misura alternativa allo sviluppo di nuova produzione pulita: ne rafforza gli effetti, perché l’energia non consumata riduce le necessità di approvvigionamento e di infrastrutture.
L’altro nodo è far funzionare meglio un sistema elettrico con una quota crescente di fonti variabili. Il Piano nazionale integrato per l’energia e il clima indica al 2030 un fabbisogno di 71,5 GWh di accumuli, al netto dei pompaggi esistenti. Questo ordine di grandezza rende evidente che installare nuovi impianti e assicurare energia disponibile nelle ore in cui serve sono due sfide collegate ma distinte. Accumuli, interconnessioni, digitalizzazione e gestione flessibile della domanda devono essere programmati in maniera coordinata; in caso contrario aumentano i rischi di congestioni, ritardi nelle connessioni e mancata valorizzazione della produzione rinnovabile.
Il rapporto richiama anche una questione di metodo: tempi autorizzativi prevedibili, coordinamento fra amministrazioni, pianificazione delle reti e coinvolgimento preventivo dei territori. Le aree industriali già infrastrutturate possono offrire opportunità importanti, senza rinunciare alla tutela ambientale e alla valutazione degli impatti. La sessione conclusiva su acqua ed energia ricorda inoltre che la sostenibilità va affrontata in modo integrato: disponibilità idrica, usi produttivi e produzione energetica sono sempre più interdipendenti, specialmente nelle aree esposte a stress climatico.
«Da Brindisi deve uscire soprattutto un messaggio operativo», sottolinea Gabriele Menotti Lippolis, presidente de “I Colori dell’Energia”. «Abbiamo bisogno di più rinnovabili, ma anche di consumare meglio l’energia che già abbiamo e di investire nelle infrastrutture che rendono possibile la transizione. I risparmi ottenuti grazie all’efficienza dimostrano che i risultati possono essere misurati. Ora occorre dare certezza ai progetti, accelerare le connessioni e fare in modo che sicurezza energetica, sostenibilità e competitività procedano insieme».
La chiusura della seconda edizione riporta così l’attenzione sull’attuazione. Il successo della transizione non si misura soltanto dalla capacità annunciata, ma dalla riduzione dei consumi e delle importazioni, dalla stabilità della rete, dall’accessibilità dell’energia e dalla qualità degli investimenti realizzati. Per Brindisi e per il Mezzogiorno significa accompagnare la trasformazione dei siti produttivi con infrastrutture, formazione e progetti compatibili con le caratteristiche del territorio. È su questi risultati che il confronto avviato da “I Colori dell’Energia” è chiamato a proseguire.

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