In occasione della Giornata Internazionale del Jazz, giovedì 30 aprile, il Nuovo Teatro Verdi di Brindisi dedica un’intera giornata alla musica, articolata in tre momenti che accompagnano il pubblico verso l’appuntamento centrale della serata. Il cuore del programma è il concerto di Nicola Andrioli, in scena alle 20.30 con “Piano Solo”, evento speciale inserito nella rassegna “Verdi in Rock”. I biglietti sono disponibili al prezzo unico di 10 euro, online su rebrand.ly/PianoSolo e al botteghino del teatro dal lunedì al venerdì ore 11-13 e 17.30-19.30, il giorno dello spettacolo ore 11-13 e 19-20.30. Info 0831 562 554 e botteghino@nuovoteatroverdi.com.
Quello di Andrioli è il culmine di un pomeriggio costruito come un percorso dentro il suono, la memoria e la scrittura. Si comincia alle 17, nel foyer del teatro, con una mostra di vinili: un’apertura che ha anche un valore simbolico, perché il vinile, per chi ama la musica, è un rito, una forma fisica dell’ascolto, un oggetto che conserva tempo, mani, copertine, storie. In un’epoca di consumo rapido e immateriale, il disco torna a ricordare che ascoltare può ancora essere un gesto lento, consapevole, perfino affettivo. A fare da cornice all’esposizione saranno alcune postazioni musicali, animate da performance soliste di studenti delle scuole di musica di Brindisi, piccoli momenti dal vivo che porteranno nel foyer il segno della formazione, del talento e della passione. Ingresso libero.
Alle 18.30, sempre nel foyer, la giornata prosegue con la presentazione del libro “45 giri di poesia” del cantautore Gianluigi Cosi, che dialogherà con la giornalista e consigliera di amministrazione di Puglia Culture, Maddalena Tulanti. Ospiti dell’incontro, il giornalista e conduttore radiofonico Domenico Saponaro e l’autore, scrittore e produttore Pino Romanelli. Il volume di Cosi è una raccolta poetica costruita a partire dall’ascolto della canzone d’autore italiana: un libro che attraversa emotivamente i brani, trasformandoli in versi personali, intimi, immediati. Il risultato è una scrittura che fa della musica una materia viva, capace di parlare di amore, nostalgia, desiderio, assenza e speranza. Nel corso dell’incontro, Gianluigi Cosi proporrà anche alcune canzoni dal vivo, accompagnato alla chitarra da Fabio Masi. Ingresso libero.
Poi, alle 20.30, il sipario si apre su Nicola Andrioli e sul suo “Piano Solo”, vertice artistico della giornata. Il concerto è pensato come un viaggio musicale che attraversa composizioni originali, riletture della tradizione classica e standard jazz, con il pianoforte assoluto protagonista. La musica apre spazi sonori sempre nuovi, le armonie disegnano paesaggi in continuo mutamento, mentre la virtuosità emerge con eleganza, rimanendo al servizio del feeling e dell’espressione. Un concerto intenso e coinvolgente, capace di unire profondità emotiva e libertà interpretativa, chiamando il pubblico a un ascolto diretto e personale.
Brindisino, classe 1977, Nicola Andrioli ha costruito un percorso di formazione e carriera che ne definisce il profilo internazionale. Dopo essersi specializzato nella musica contemporanea e nel repertorio di Maurice Ravel, ha trovato nel jazz il naturale approdo della sua formazione, studiando prima al Conservatorio Nazionale di Parigi e poi al Conservatorio Reale di Bruxelles. Nel corso degli anni ha condiviso il palco con musicisti come Paolo Fresu, Billy Hart, Kenny Barron, Enrico Pieranunzi, Enrico Rava, David Linx, Henry Texier, Archie Shepp, Mark Turner e Stefano Battaglia. Ha inoltre inciso album con il trio di Philip Catherine, con il sassofonista Stéphane Mercier, con il chitarrista Lorenzo Di Maio e con il suo quartetto, distinguendosi in importanti concorsi internazionali fino alla vittoria dell’International Jazz Piano Competition “Luca Flores”.
La forza della giornata organizzata dalla Fondazione Nuovo Teatro Verdi sta proprio nella sua idea complessiva: un itinerario culturale che intreccia il fascino del vinile, la parola poetica e la libertà del jazz. Tre momenti diversi, uniti però da una stessa visione: rendere omaggio a una musica che, come ha riconosciuto l’Unesco istituendo nel 2011 la “Giornata Internazionale del Jazz”, continua a rappresentare uno spazio di creatività, improvvisazione e incontro.